Cinque domande sul Tumore Ovarico. E le risposte della dott.ssa Nicoletta Colombo
1) Quali sono i sintomi ai quali prestare attenzione?
Il tumore ovarico, il 6° tumore più comune nelle donne che ogni anno in Italia ne colpisce circa 5000, è caratterizzato da sintomi aspecifici: gonfiore addominale persistente, necessità di urinare spesso, fitte addominali. Sintomi meno comuni sono inappetenza, senso di immediata sazietà, perdite ematiche vaginali e variazioni delle abitudini intestinali. Quando questi sintomi compaiono per la prima volta ogni giorno per più di 12/15 giorni al mese e per più di 2/3 mesi consecutivi, è consigliabile rivolgersi al medico.
2) Esistono test di diagnosi precoce?
Per il tumore ovarico oggi non esistono strumenti di diagnosi precoce come la mammografia per il tumore al seno ma iter di diagnosi tempestiva: visita medica, visita ginecologica, ecografia transvaginale, verifica del livello dei marker tumorali (CA125 e HE4) con semplice prelievo di sangue e, in caso di fondato sospetto di tumore maligno, risonanza magnetica o TAC.
3) Quali sono i soggetti più a rischio?
Sono più a rischio le donne di oltre 55 anni e già in menopausa (anche se alcuni tipi di questo tumore si presentano anche in donne più giovani), le nulllipare, quelle che non hanno mai fatto uso di pillola anticoncezionale, che hanno avuto le prime mestruazioni in età precoce o che hanno iniziato la menopausa in età più avanzata rispetto alla media. Sono più a rischio anche le donne che hanno sofferto di endometriosi o che hanno una storia familiare di tumore dell’ovaio, della mammella, del colon o dell’utero. Infine, obesità, fumo, assenza di esercizio fisico sono stili di vita che aumentano il rischio.
4) Qual è l’iter terapeutico per la cura di questo tipo di tumore?
Le donne colpite da tumore ovarico vengono inizialmente sottoposte a intervento chirurgico per rimuovere più tumore possibile. Dopo l’intervento può essere somministrata la chemioterapia e il trattamento farmacologico standard a base di paclitaxel e carboplatino oggi è la combinazione terapeutica migliore. I farmaci anti-angiogenici, che bloccano la crescita del tumore, inibendo la formazione di nuovi vasi sanguigni, sono una nuova opportunità di cura.
5) Quali sono le prospettive di guarigione?
Si può guarire nell’80-90% dei casi quando il tumore viene diagnosticato allo stadio iniziale. Purtroppo nel 75% dei casi viene diagnosticato troppo tardi quando è già in stadio avanzato, il che diminuisce molto le possibilità di cura, attualmente intorno al 30-40% . Tuttavia, negli ultimi anni, si e’ assistito ad un progressivo aumento della sopravvivenza anche per le pazienti con tumore avanzato: in altre parole queste pazienti vivono sempre piu’ a lungo grazie alla disponibilità di numerosi farmaci attivi che consentono di cronicizzare la malattia. La ricerca e’ particolarmente fervida in questi anni e la tecnologia ci ha consentito di comprendere alcuni meccanismi alterati nelle cellule tumorali che possono essere colpiti con farmaci specifici. Ci attendiamo quindi nei prossimi anni un miglioramento della prognosi, grazie all’impiego di terapie più mirate ed all’identificazione di strumenti utili per la diagnosi precoce.
08 Maggio 2014
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Medici di famiglia, la riforma Schillaci si ferma. La maggioranza frena sul passaggio alla dipendenza

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Case di comunità, il vero nodo non sono le sei ore ma la “subordinazione progressiva” dei medici di famiglia

Sanità digitale. Arriva la ricetta europea: così gli italiani potranno usare le prescrizioni mediche anche all'estero

Legionellosi. Trend in crescita nei Paesi Ue/See. Italia maglia nera: nel 2024 superata quota 4.600

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Aviaria H5N1. Primo caso di trasmissione da gatto domestico a uomo. Lo studio dei Cdc: "Veterinario asintomatico, ma con anticorpi"

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol