Cittadinanzattiva, Hera Onlus e Sos Infertilità: “Nessun vuoto normativo, ora i centri garantiscano le coppie”
“Quello di ieri non è solo un nostro successo, ma delle coppie, delle associazioni e di medici e delle società scientifiche che dal 2010 hanno posto questioni rilevanti e concrete per la vita delle persone. Dopo 4 anni non si poteva continuare ad aspettare. Il legislatore nel nostro Paese è stato assolutamente silente e indifferente nonostante la decina di ricorsi anche sulla diagnosi pre-impianto”. Queste le dichiarazioni di Cittadinanzattiva, Hera Onlus e Sos Infertilità, associazioni promotrici del ricorso alla Corte Costituzionale che ha dato vita alla sentenza di ieri, 9 aprile, che ha dichiarato incostituzionale la legge 40, nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi a Roma.
"E’ evidente che con questa decisione non si è creato alcun vuoto normativo, ma superato anzi quello che creava una discriminazione per le coppie sterili nel loro percorso genitoriale. Il nostro ordinamento tutela la maternità e la nascita fornendo supporto a tutte le coppie. La decisione della Corte ristabilisce una equità fra coppie e soprattutto elimina un mercato degli ovociti ormai diffuso e in aumento. Ora spetta alle società scientifiche, con il supporto delle associazioni di cittadini e pazienti, predisporre un sistema appropriato per la donazione dei gameti da proporre al Ministero della Salute. Noi lotteremo affinché il sistema sia pubblico, anche per garantire i cittadini da qualsiasi tentazione mercificatoria”.
D’Amico e Costantini, due dei tre legali protagonisti dell’azione in Consulta, la prima responsabile delle politiche sulla PMA di Cittadinanzattiva, l’altra Costtuzionalista e docente all’Università di Milano, ribadiscono che la modifica è circoscritta alle coppie che rispondono ai requisiti dell’art. 5 della Legge 40/2004, e quindi alle coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, con partners entrambi viventi. Non è quindi per single, coppie omossessuali o alle cd “mamme nonne”. La donazione dei gameti sarà quindi gratuita e anonima, mediante un percorso di consenso informato e con l’ausilio del medico. Non sussistono né rischi di disconoscimento di genitorialità successivo né di creare alcun legame giuridico con il donatore o la donatrice. Sarà sempre possibile sia per la coppia che per il nato ottenere informazioni di carattere sanitario a tutela della sua salute.
"Con questa sentenza, si supera un sistema che ha creato un mercato speculativo – ha dichiarato Antonino Guglielmino, medico e Direttore dell’Istituto di Medicina e Biologia della Riproduzione HERA di Catania -. Adesso, per la donazione dei gameti, senza attendere oltre, si possono utilizzare i principi già adottati per esempio in Gran Bretagna già dal 1998, chiamato Egg sharing, divenuto operativo dopo l’approvazione dell’Authority inglese, e ampiamente utilizzato anche nei Paesi scandinavi, nonché usato nel nostro Paese fino al 2004. In Italia abbiamo oltre 79.000 ovociti congelati proprio per applicazione della legge 40, che obbligava i centri a inseminarne solo 3. Questi costituiscono la Banca degli Ovociti più grande mondo”.
Massimo Clara, il terzo dei legali protagonisti ieri in Consulta, ha concluso, “si è di nuovo ribadito che la famiglia in Italia deve essere fondata sull’amore, la cura e la responsabilità e non sulla discendenza per sangue. Con la eliminazione del divieto non ci sarà più discriminazione economica e si ristabilirà la legalità”.
10 Aprile 2014
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