Cittadinanzattiva Lazio: “Vigileremo. I cittadini siano parte attiva di questo percorso”
Per Rosati, “il primo elemento centrale di questo Decreto è, dal nostro punto di vista, la presa in carico del cittadino da parte del servizio sanitario regionale, sia attraverso il medico di base che il medico specialista. Finalmente si pone un argine alla burocrazia e alla disorganizzazione con cui finora i cittadini hanno dovuto fare i conti ad esempio nel cercare, tra una telefonata e l’altra,. di trovare dove e quando fare una prestazione sanitaria. Con questo strumento ora è il medico ad avere la responsabilità di prendersi carico della persona”.
“Altri punti fondamentali” che, dal punto di vista dell’associazione, possono contribuire in maniera sostanziale a garantire maggiore equità di accesso ai cittadini alle cure sanitarie sono:
– il responsabile unico aziendale per le liste di attesa: “Sapere che esiste da oggi un responsabile dei percorsi di prenotazione e presa in carico significa fare chiarezza e iniziare a rendere trasparenti i percorsi”, spiega Rosati.
– investimento su tecnologie e sugli operatori con apertura anche il sabato e le domenica per le prestazioni, “significa offrire un servizio pubblico “concorrenziale” e quindi rimettere al centro il Servizio sanitario pubblico”.
– controllo e deventuale blocco dell’attività intramoenia, “che oggi si presenta quasi come un insulto verso i cittadini. Regolare, controllare e eventualmente bloccare le prestazioni in intramoenia è assolutamente necessario e urgente”.
– responsabilità delle Asl e valutazione dei Direttori Generali. “Oggi il cittadino non sa chi è il responsabile dei ritardi, delle attese e delle inefficienze del servizio sanitario. Da oggi sappiamo chi è e su questo vanno avviati percorsi di valutazione oggettivi”, afferma Rosati.
– centralità del territorio. “Oggi capita che un cittadino da Frosinone debba andare a Latina o a Viterbo e viceversa per effettuare una prestazione sanitaria. Con questo nuovo strumento di governo si garantisce il servizio nel proprio distretto o nelle Asl di residenza”.
– coinvolgimento delle organizzazioni di cittadini nel governo delle liste di attesa: “La presenza dei cittadini nell’Osservatorio regionale è segno di volontà di aprire a percorsi di trasparenza e partecipazione”.
“Ora però – ha concluso Rosati – è necessario avviare rapidamente alcuni passaggi per rendere efficace questo intento. Il passaggio dal quale si deve partire è la messa in rete di tutte le agende delle prestazioni (oggi siamo solo al 25%). Detto questo ci sono 5 punti ineludibili: dare informazione ai cittadini in modo corretto e efficace; attivare immediatamente l’Osservatorio regionale sul Governo delle liste di attesa; nominare da subito i responsabili aziendali delle liste di attesa; avviare un monitoraggio costante che entro 6 mesi porti a una prima valutazione dell’operato delle ASL e dei Direttori Generali; investire sulle tecnologie e sulla scelta strategica di far “girare” le tecnologie invece che i cittadini significa ridare dignità al servizio sanitario pubblico”.
“Dal nostro punto di vista – conclude segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio – vigileremo, monitoreremo e incalzeremo le Direzioni Generali delle ASL e delle AO del Lazio e la stessa Regione nella implementazioni di questi strumenti. Garantire l’accesso certo alle prestazioni sanitarie è il primo passo per rimettere al centro del sistema sanitario pubblico regionale i diritti dei cittadini e dare un segnale chiaro di promozione del sistema pubblico per troppo tempo oggetto di ritardi e di manchevolezze. Come Cittadinanzattiva saremo in prima fila per garantire questi diritti”.
11 Aprile 2017
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