Cittadinanzattiva: “Sfide grandi e urgenti sul tappeto. Partire da centralità Ssn”
“Sull’ambiente è necessario un nuovo corso che punti a un’inversione del modo in cui utilizziamo le risorse naturali: l’Italia sia protagonista di un nuovo "umanesimo ambientale". Una scelta che non mancherebbe di ricadute rispetto al benessere di ognuno, perché, concretamente, avrebbe a che fare con la tenuta del paesaggio, il contrasto al dissesto del territorio, la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati, lo sviluppo e la valorizzazione delle aree interne, la riforestazione urbana, la riduzione dei consumi tossici, una mobilità a misura di uomo, la riduzione del consumo di suolo e l'investimento sull'agricoltura. Una scelta che ha a che fare persino con la gestione dei flussi migratori, se si considera che essi, di qua a qualche decennio, avranno l’emergenza climatica quale loro causa principale; e quindi con un tema sul quale si è parlato e agito in modo tanto disumano quanto inconsistente e banale.
Sul futuro del nostro Paese, occorre lavorare per mettere in campo politiche di sostegno alla genitorialità per la tenuta demografica del Paese e investimenti per consentire ai bambini e ai ragazzi il pieno esercizio della loro cittadinanza: anche qui occorrerebbero scelte estremamente concrete, di contrasto alla dispersione scolastica, alla povertà educativa, all’offerta di un’istruzione di qualità per tutti, alla costruzione di asili nido, scuole innovative, università all’avanguardia non avulse dal territorio.
Sulle disuguaglianze occorre lavorare per ricomporre le fratture che dividono il nostro Paese, fratture fra generazioni, fratture fra generi, fratture di competenze e di acquisizione di capacità, fratture di reddito, fratture che rendono un territorio disuguale rispetto a un altro nell’offerta dei servizi, fratture fra individui”.
“Oltre a questi tre primati una priorità, imprescindibile per una organizzazione come Cittadinanzattiva”, ha concluso Gaudioso, “che dalla sua nascita si occupa del Servizio sanitario nazionale: occorre lavorare per sostenere, mettendolo al centro delle politiche di welfare, il servizio che ha sempre contribuito a garantire la tenuta del nostro Paese e che continuiamo, fra i pochissimi Paesi al mondo, a erogare in modo universale. Il Servizio sanitario, che è fiore all’occhiello e infrastruttura sociale, deve sapersi innovare e puntare a costruire salute piuttosto che a curare malattia, ma deve rimanere imprescindibile e universale in ogni Regione del nostro Paese. È una scelta questa, non una fatalità, e, se il tema è il benessere del nostro Paese, il Servizio sanitario nazionale vi contribuisce in maniera rilevante, oltre a garantire i diritti dei singoli individui”.
04 Settembre 2019
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