Cnop: “I dati del Rapporto confermano l’urgenza della psicologia di base”

“Il Rapporto del Ministero della Salute sulla salute mentale restituisce l’immagine di un sistema attraversato da una pressione crescente e da bisogni in profonda evoluzione. Un quadro che non può essere letto solo in termini sanitari, ma che riguarda la qualità del benessere psicologico delle persone e delle comunità. Gli oltre 840mila cittadini assistiti e l’aumento delle prestazioni indicano che il disagio psicologico è oggi una dimensione diffusa e strutturale. Allo stesso tempo, il sistema continua a intercettarlo quando si manifesta in forma già acuta, con un aumento della pressione sui servizi e sugli accessi in emergenza, in particolare nei pronto soccorso. È su questo scarto tra bisogno e capacità di risposta che si misura oggi la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 ha già indicato una direzione precisa, ponendo al centro prevenzione, prossimità e integrazione dei servizi, e individuando nella psicologia di assistenza primaria una leva strategica per promuovere il benessere psicologico e intercettare precocemente il disagio”.

 

Lo afferma Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi.
“Questa impostazione – prosegue Gulino – va ora resa pienamente operativa, attraverso una cornice normativa stabile e un’attuazione omogenea su tutto il territorio nazionale, rafforzando la presenza degli psicologi nelle cure primarie e nei contesti educativi. La priorità è chiara: investire sulla prevenzione psicologica, riportando il sistema a intercettare il disagio prima che evolva in forme più complesse e costose da trattare. Già oggi il servizio di psicologia di assistenza primaria è attivo o previsto in quattordici Regioni, a dimostrazione della sua sostenibilità ed efficacia, ma manca ancora un quadro nazionale che ne garantisca uniformità e continuità. In parallelo, strumenti nati per rispondere a una fase emergenziale, come il bonus psicologo, hanno rappresentato un primo segnale di attenzione, ma mostrano limiti evidenti: raggiungono una quota ridotta della popolazione e non possono sostituire un modello pubblico, continuativo e di prossimità. A fronte di questo, continuano a crescere anche indicatori indiretti del disagio, come dimostra la crescita esponenziale della spesa per i farmaci antidepressivi, segnale di un bisogno che non trova ancora risposte adeguate e tempestive”.

“Dobbiamo passare da una risposta frammentata a un sistema strutturato, capace di garantire accesso diffuso e tempestivo alle prestazioni psicologiche e di ridurre la pressione sui servizi specialistici. Dare piena attuazione al modello già delineato dal Piano, rendendo strutturale la psicologia di assistenza primaria nel Servizio sanitario nazionale e assicurando una presenza stabile nei territori e nelle scuole, è una scelta non più rinviabile. Continuare a intervenire solo nella fase acuta significa accettare costi sempre più alti per le persone e per il sistema”, conclude la presidente del Cnop.

21 Aprile 2026

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