Cosa dicono le nuove linee guida
Ma come viene inquadrata l’ipertensione resistente all’interno delle nuove linee guida? “L’ipertensione resistente è un’altra novità delle nuove linee guida”, ha spiegato. “Mentre nelle precedenti si prestava attenzione solo alla definizione, ora invece all’ipertensione resistente viene dedicato un capitolo di discreta lunghezza nel quale si esaminano i vari aspetti ad essa collegati e si esprime preoccupazione per l’incidenza del problema”. I dati sono diversi a seconda del contesto clinico, ma si stima che nella popolazione generale via sia una incidenza di ipertensione resistente pari all’8/10%: ciò significa 1 paziente su 10, ovvero una stima di circa 10-15 milioni di persone nella sola Europa. Vi sono poi dati che indicano che chi ha ipertensione resistente è soggetto ad elevato rischio di eventi renali, cardiaci, ictus ecc. e che chi ha bisogno di 2 o 3 farmaci è più a rischio di chi ne assume uno solo.
“Una delle novità più interessanti è la procedura di denervazione renale”, ha poi aggiunto. “Si basa sulla introduzione di un catetere che, risalendo dall’arteria femorale, riesce attraverso l’applicazione di radiofrequenza a distruggere i nervi renali. Vi è infatti una solida base fisiopatologica, alla quale ha molto contribuito anche la scuola di Milano, che dimostra come i nervi renali abbiano un grosso impatto sul funzionamento dei reni – ad esempio stimolano la secrezione di renina, il riassorbimento di sodio – e influenzino anche il sistema nervoso contribuendo ad aumentare la pressione”.
Le nuove linee guida prendono atto del razionale della denervazione renale e dei dati positivi finora prodotti (con follow up fino a 30 mesi e a 3 anni per gli studi Symplicity HTN-2 e HTN-1 rispettivamente) sulla riduzione della pressione e sul miglioramento del danno d’organo nei pazienti sottoposti al trattamento, e sostengono che vi sia bisogno di evidenze aggiuntive e di un incremento nei dati sulla sicurezza. I pazienti che hanno raggiunto i 3 anni di follow-up sono infatti ancora un numero limitato (30-40) e ci si aspetta quindi di poter raggiungere numeri più grossi. “L’atteggiamento espresso nelle linee guida nei confronti della denervazione renale è comunque positivo, con la cautela indispensabile in questi casi e la richiesta di maggiori evidenze”, ha spiegato ancora Mancia. “In particolare, si attendono dati sugli effetti del trattamento sulla protezione dagli eventi cardiovascolari e non solo sulla riduzione della pressione”.
Inoltre, spiega, è stato creato un Registro internazionale per monitorare l’efficacia e la sicurezza della procedura di denervazione renale. “Il Global SYMPLICITY Registry (di cui sono uno dei due coordinatori) ha l’obiettivo di verificare cosa accade nella vita reale. Mira nei prossimi due anni a raccogliere informazioni su 5.000 casi trattati nei diversi Paesi del mondo, per avere una visione il più possibile completa”, ha concluso. “Il registro è partito circa un anno fa e ad oggi sono oltre 1.000 i casi raccolti e circa 620 quelli finora analizzati. Al congresso ESH un poster riporta proprio questi primi dati, che sono promettenti nel senso che i pazienti sottoposti alla procedura mostrano mediamente una buona riduzione pressoria, inclusa quella misurata nell'arco delle 24 ore. Si registrano grandi discrepanze sul numero di procedure effettuate fra Paese e Paese. Basti pensare che in Europa la Germania è in testa a tutti con circa quattro-cinquemila procedure effettuate, mentre in Italia i casi sono numericamente molto più ridotti”.
Articoli correlati:
26 Giugno 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Medici di famiglia. Le Regioni verso il via libera alla Riforma Schillaci ma con un decreto più snello

Schillaci: “Gap spesa sanitaria con l’Europa è sceso”. E sui medici di famiglia: “Riforme per i cittadini non per interessi corporativi”

Piano pandemico. Ad oltre due anni dalla scadenza arriva il via libera dalla Conferenza Stato Regioni. Fondi a chi dimostra di aver recepito le regole

Aifa richiama all’uso corretto del paracetamolo, in particolare al sovradosaggio negli adolescenti

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci