Cosa succede se si aumenta il prezzo delle sigarette
“D’altra parte – proseguono – l’obiettivo del bilancio pubblico di raggiungere dei livelli prefissati di gettito, in genere crescenti negli anni, può essere perseguito aumentando le vendite e/o aumentando le imposte”.
Ma come? Con “una pianificazione sapiente del sistema di tassazione che dovrebbe far aumentare il prezzo finale, senza far diminuire le entrate dello stato o, ancora meglio, facendole aumentare”, sostengono le società scientifiche firmatarie.
Che avvertono tuttavia che “se questo risultato sia perseguibile o no, dipende dall’elasticità della domanda delle sigarette, rispetto al prezzo e dal fatto che il consumatore non possa rifornirsi illegalmente”.
In sostanza, spiegano, “l’elasticità della domanda di sigarette, rispetto al prezzo, è il cambiamento in percentuale del consumo a seguito del cambiamento dell’1% del prezzo reale, aggiustato per l’inflazione”.
“Se, al cambiamento unitario del prezzo, la domanda si modifica più dell’1%, viene definita “elastica”, se invece aumenta o diminuisce meno dell’1%, la domanda viene chiamata “rigida” o completamente anelastica se non c’è nessun cambiamento”, spiegano ancora.
E quindi? Di quanto possiamo aspettarci che calino i consumi? “Basandosi su una dipendenza, quella delle sigarette è domanda abbastanza rigida, l’evidenza empirica mostra che l’elasticità è pari a circa -0,4. Cioè a dire che per un aumento del 10% dei prezzi, bisogna aspettarsi una riduzione dei consumi pari al 4%”.
In conclusione, secondo i firmatari dell’appello, “l’aumento dei prezzi dei prodotti del tabacco è in grado di produrre risultati positivi sia per il settore salute che per il settore fiscale, ma anche per i rivenditori e addirittura per i produttori, fintanto che l’elasticità della domanda rimane inferiore all’unità. Idealmente, l’aumento dei prezzi dovrebbe essere proposto ai produttori che stabiliscono il prezzo e che ricaverebbero maggiori profitti, ma essi non hanno nessuna intenzione di perdere clienti e quote di mercato”.
Per le società scientifiche, “E’ quindi necessario spingere i produttori ad aumentare i prezzi, incrementando le imposte e/o l’aggio per i rivenditori. La progettazione dell’aumento delle imposte è un lavoro impegnativo perché, come si è visto, il sistema di tassazione è complesso e l’aumento dell’una o dell’altra imposta provoca reazioni diverse”.
20 Febbraio 2017
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