Cozza (Fp Cgil Medici): “Pensione a 70 anni, sceglie il medico non l’azienda. Anche la rottamazione nel cassetto”
È quanto ha dichiarato Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, che nonostante bocci il pensionamento a 70 anni, non abbassa la guardia sulla difesa dei diritti dei camici bianchi e chiarisce alcuni passaggi delle legge 183.
Il provvedimento, spiega Cozza a Quotidiano Sanità, parla di “istanza” del medico. Tradotto: è una richiesta per poter usufruire della possibilità di continuare a lavorare fino al compimento del settantesimo anno di età. Un’affermazione che, secondo Cozza, potrebbe prestare il fianco a interpretazioni lesive per i medici. “È stata insinuata la possibilità che non ci sia un automatismo tra la richiesta del medico e la sua permanenza in servizio – ha chiarito Cozza – in sostanza, l’Azienda potrebbe decidere arbitrariamente se accettare o meno la sua istanza. Così non è. Con il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stata sancita una facoltà per i medici, l’Azienda quindi non può opporre alcun rifiuto. E noi, nonostante il nostra contrarietà al pensionamento a 70 anni, continueremo a vigilare che i diritti dei medici non vengano disattesi”.
Ancora, per il segretario della Fp Cgil medici si scioglie anche il nodo della rottamazione dei medici, possibile fino al 31 dicembre 2011. Norma che prevede la possibilità per i Dg di mandare a casa, a propria discrezione, i professionisti che hanno comunque raggiunto i 40 anni di contributi compresi i riscatti, anche se non hanno ancora settanta anni. “Sono due provvedimenti apparentemente in contrasto – ha detto Cozza – , ma in realtà con la possibilità offerta dalla legge 183 di presentare istanza, il medico blocca immediatamente la possibilità del manager di ricorrere alla norma. Insomma, la rottamazione può essere messa una volta per tutte nel cassetto”.
E.M.
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10 Novembre 2010
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