Dabrafenib + trametinib: l’importanza di uno screening precoce di BRAF
Quali sono i pazienti che possono beneficiare della terapia?
Nello studio COMBI-AD la terapia è stata somministrata a pazienti con melanoma in terzo stadio, che rappresentano il 15% di tutti i pazienti con melanoma. Sono coloro che presentano metastasi ai linfonodi locoregionali, suscettibili di chirurgia dopo resezione del tumore primitivo. Si andava dal terzo stadio A, quindi con presenza di micrometastasi al linfonodo sentinella, al terzo stadio C, quindi una malattia localmente avanzata. I pazienti affetti da questo tipo di melanoma sono un po’ meno di 2.000, la terapia con BRAF e MEC inibitori si rivolge però a coloro che presentano una mutazione di BRAF, quindi la metà, circa 1.000.
Quali erano le opzioni terapeutiche per questi pazienti prima dell’approvazione della terapia adiuvante?
Prima di avere a disposizione una terapia adiuvante efficace a questi pazienti veniva somministrato l’interferone, che si usa ancora adesso ma in pazienti di un gruppo diverso, quelli con linfonodo sentinella negativo, ma non offriva benefici significativi in questo gruppo di pazienti.
Dabrafenib + trametinib è una terapia orale, che ha mostrato un’efficacia prolungata nel tempo. Questo comporta dei benefici psicologici per i pazienti e anche in termini di somministrazione della terapia.
Esatto. La terapia è orale può essere somministrata in day hospital, sotto il controllo dell’oncologo, ma anche a casa e questo è un vantaggio enorme. Lo abbiamo visto durante la pandemia. Novartis, come altre aziende farmaceutiche, si è resa disponibile a spedire gratuitamente le terapie orali a domicilio, in questo modo i pazienti non sono stati costretti a recarsi negli ospedali e hanno evitato il contagio.
Inoltre riusciamo a curare con la terapia una grande percentuale di pazienti (il 50% almeno di quelli trattati) con un solo anno di trattamento. L’età media dei pazienti affetti da melanoma è inferiore 50 anni, molti sono davvero giovani. Il fatto di poter guarire entro un anno, grazie ad una terapia che non ha conseguenze negative, permette loro di avere un futuro e una famiglia. È importantissimo.
La terapia è indicata per i pazienti che presentano una mutazione di BRAF, è quindi fondamentale effettuare uno screening per la mutazione. Quando andrebbe effettuato per poter iniziare in tempo la terapia?
Lo screening per la mutazione di BRAF e l’esame istologico devono essere disponibili nel momento in cui si riscontrano delle metastasi dei linfonodi regionali. Il team multidisciplinare deve fornire in tempo utile le informazioni sullo stato mutazione di BRAF e sul linfonodo sentinella, perché la terapia adiuvante, di qualunque tipo essa sia, deve iniziare entro le 12 settimane dalla chirurgia e non si può dilazionare nel tempo.
C.d.F.
12 Giugno 2020
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