De Biasi (PD): “La proroga sulla sperimentazione animale era doverosa”
“Riuscire a puntare sull'innovazione – ha detto – comporta delle scelte che non sempre possono portare all'unanimità, ma del resto, se vogliamo cambiare questo Paese e modernizzarlo, non abbiamo altra scelta se non andare avanti nelle nostre convinzioni per il bene dei cittadini italiani”.
“Non intendo polemizzare. Ognuno ha le sue opinioni – ha aggiunto – ma deve essere molto chiaro che c'è una coerenza nella battaglia. Non vogliamo l'utilizzo nella ricerca di animali, peraltro circoscritti ad alcune specie, in particolare i piccoli topi? Bene, ma allora non vogliamo neanche la derattizzazione”.
“Non è pensabile che si ricorra ad artifici come quello di fare il paragone con i cani che hanno salvato le persone. Non stiamo parlando di questo. Non è possibile che si faccia sperimentazione su alcun cane. È evidente che si è in malafede, mentre noi dobbiamo parlare del merito della questione”, ha aggiunto De Biasi.
“Quanto agli xenotrapianti ha ricordato la senatrice – sapete che l'Italia ha una prassi più restrittiva rispetto a quella degli altri Paese. Gli xenotrapianti non sono un problema, ma sono un tipo di trapianto che ha consentito a persone – più o meno famose – di sopravvivere perché, ad esempio, si è impiantata una valvola cardiaca. Certo, potrà non interessare perché forse si preferisce sperimentare sull'uomo. Forse è questo il problema? Dobbiamo tornare a pratiche che vorremmo davvero dimenticare, come la sperimentazione sull'uomo? Io non credo”.
“L'Istituto zooprofilattico sperimentale, che – piaccia o no – è accreditato presso il Ministero della salute, scrive molto chiaramente nella sua relazione che, per quel che riguarda le sostanze psicoattive, l'unica alternativa attualmente disponibile è la sperimentazione del volontario sano, oppure di soggetti utilizzatori di sostanze”, ha aggiunto.
“La relazione termina dicendo che, alla data odierna, la completa sostituzione del modello animale non è realizzabile in quanto non esistono metodi alternativi in grado di valutare gli effetti comportamentali neurobiologici e psicologici indotti dall'assunzione e somministrazione di una sostanza. Questa è gente che studia. Ripeto: questa è gente che studia e non fa le riunioni con le associazioni animaliste”, ha detto de Biasi.
“Arrendetevi e insieme lavoriamo per cercare metodi alternativi che però, allo stato attuale, non ci sono. I ricercatori sarebbero i primi a essere contenti di metodi alternativi che, purtroppo, oggi non esistono. Anche perché c'è poi una novità. Poche ora fa la Commissione europea ha mandato una lettera all'Italia, ricordando l'obbligo di adempiere entro due mesi all'adeguamento alla direttiva europea sulla sperimentazione animale. Arrendetevi, non c'è altra strada. Lavoriamo insieme. Non raccontiamo bugie alle persone, non muoviamo la pancia, ma teniamo la testa. Aiutiamo i giovani ricercatori a progredire in questo Paese!”, ha concluso su questo punto la presidente della Commissione Sanità.
Il secondo punto toccato nell’intervento di De Biasi è quello della stabilizzazione dei precari dell'Istituto superiore di sanità. “Noi abbiamo 2.500 persone che lavorano all'Istituto superiore di sanità, che allo stato attuale è il punto di riferimento di certezza scientifica che noi abbiamo e che fa capo al Ministero della salute. Di questi 2.500 – ha ricordato de Biasi – 530 erano e sono precari, alcuni anche da 15 anni. Bene, ora, con questo emendamento, ci sarà la possibilità di fare concorsi, con l'assunzione di 230 persone; gli altri saranno stabilizzati a scaglioni, con i fondi dell'Istituto superiore di sanità (mi sembra anche questa una buona pratica)”.
15 Febbraio 2017
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