De Biasi (PD): “Non esiste libertà di cura senza responsabilità”
La responsabilità che il Senato si prende ha spiegato De Biasi va in tre direzioni: “In primo luogo, la responsabilità nei confronti dei pazienti, delle persone malate e delle loro famiglie, che hanno diritto ad una ragionevole speranza, ma una speranza fondata. In secondo luogo, la responsabilità nei confronti del Ssn, del sistema pubblico e quindi della possibilità, da parte di questo sistema, di essere messo al riparo rispetto a pratiche che esulano dalle regole e dai codici nazionali e internazionali. In terzo luogo, la responsabilità nei confronti del mondo della scienza e della ricerca, che ha diritto a poter discernere fra ciò che è scientifico, e quindi verificabile e verificato, e ciò che non è tale”.
E la responsabilità verso la ricerca “prima o poi dovrà anche tramutarsi nel riconoscimento della loro funzione sociale e non solo di un rapporto, pure importante, di tipo economico”.
Il decreto – ha concluso la relatrice “cerca di aprire un varco in questa direzione circoscrivendo ciò che rischiava di diventare una sorta di far west. La libertà intesa come deregulation è un principio che non porta ad altro che ad elevare muri; credo invece che libertà e responsabilità, se vanno insieme, possano sul serio finalmente fare in modo che la speranza delle famiglie non diventi illusione, perché sarebbe molto grave, e nel contempo possano consentire anche al resto del mondo della ricerca e della salute nel nostro Paese di camminare finalmente su regole certe e non su paludi non armonizzate fra l'Italia e l'Europa”.
22 Maggio 2013
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