Dessole (Sigo): “L’Italia si adegui all’Europa”
La premessa fondamentale è che questo farmaco è a tutti gli effetti un contraccettivo di emergenza. Dunque avere a disposizione questo strumento porterebbe a una ulteriore riduzione degli aborti per gravidanze indesiderate, che in Italia non sono così pochi. Gli ultimi dati Istat ci dicono che nel 2009 ci sono stati oltre 118 mila aborti. A questi bisogna aggiungere almeno 15 mila aborti clandestini che si verificano soprattutto nel Centro-Sud. È vero che l’Italia non è tra i Paesi con i tassi di aborto più elevati, ma ridurre ulteriormente questi valori sarebbe una conquista.
L’Ema, nel 2009 ha autorizzato l’introduzione del farmaco nei Paesi della Ue, e nella stragrande maggioranza si è proceduto all’immissione in commercio. In Europa per ottenere il farmaco è sufficiente una ricetta medica e non viene obbligatoriamente richiesto il test ematico di gravidanza per avere tale prescrizione. Questo viene richiesto solo in caso di dubbio clinico del medico.
Stesso comportamento hanno adottato le autorità statunitensi, dove si pensa anche a un disegno di legge con cui si vorrebbe rendere questo metodo di contraccezione di emergenza gratuito al fine di ridurre il numero di aborti.
Questo il modus operandi negli altri Paesi occidentali dove non si richiede il test ematico di gravidanza, come si vorrebbe fare in Italia, introducendo dei paletti per l’impiego di questa sostanza. L’utilizzo del test dovrebbe essere limitato soltanto a quei pochi casi in cui il ginecologo non può escludere la presenza di gravidanza: l’irregolarità mestruale della donna, per esempio, o laddove il ginecologo sulla base di anamnesi non può completamente escluderla.
06 Settembre 2011
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