Di Silverio (Federspecializzandi): “Servono regole. Ma gli specializzandi non si lasciano influenzare”
Per Di Silverio va però considerato che “spesso sono le direzioni generali e le direzioni sanitarie che compiono, senza consultare il medico, le scelte sulle attrezzature, sugli strumenti e anche sui farmaci, in base anche alle disponibilità economiche della struttura”. Il presidente di Federspecializzandi si dice invece convinto che “il medico dovrebbe essere consultato più di quanto avvenga, perché per quanto un direttore sanitario abbia la competenza economica, non avrà mai una capacità di valutazione degli effetti di quel farmaco e di quella strumentazione quanto un medico che li usa”.
In ogni caso, secondo Di Silverio “il rapporto tra medico e industria farmaceutica, così come tra struttura e industria, va meglio regolamentato, perché l’assenza di regole precise apre il campo a possibili clientelismi. Sicuramente i medici in Italia sono molto attenti alla qualità e se anche dovesse prescrivere un farmaco su sollecito di una impresa farmaceutica, non continuerà a prescriverlo se risulterà non efficace alla terapia”.
Qualsiasi regola, secondo Di Silverio, “va in ogni caso stabilita all’interno di un tavolo che coinvolga tutte le parti in causa, compresi i medici”. Una soluzione, per il presidente di Federspecializzandi, potrebbe essere quella di “stabilire che vi siano degli incontri aperti sulle nuove tecnologie e sui nuovi farmaci. In questi contesti le imprese farmaceutiche avrebbero il modo di pubblicizzare i loro prodotti, ma con modalità trasparenti e con un confronto aperto. In questo modo l’informazione farmaceutica svolgerebbe il suo compito di aggiornamento, che certamente è utile anche per gli specializzandi”.
Quanto ai contatti tra gli informatori del farmaco e gli studenti di Medicina, per De Silverio si tratta di un fenomeno “assurdo”, perché gli studenti “oltre a non avere alcuna possibilità di azione, non hanno neanche le competenze necessarie per una reale valutazione degli strumenti o dei farmaci”.
30 Maggio 2011
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Ebola. Secondo operatore umanitario statunitense contagiato, trasferito in Germania. Tedros: “Proteggere chi è in prima linea”

Lea 2024: il Nord guida e il Sud insegue. Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si confermano al top. Calabria, Sicilia e Bolzano in fondo alla classifica

Medici specialisti, Regioni chiedono di formarne 14.631 nel 2025/2026. Priorità ad anestesia, emergenza-urgenza e medicina interna

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Screening oncologici. Oltre 7,6 milioni di italiani esclusi, Gimbe: "Oltre 50 mila tumori non intercettati"

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica