Dirindin (PD): “Passi concreti per chiusura Opg e sperimentazione staminali”
“Per quanto riguarda gli Opg riteniamo imbarazzante – ha sostenuto Dirindin – la diffusa serie di inadempienze da parte del Governo, delle Regioni, delle ASL e dei servizi di salute mentale, che ci costringe, oggi, ad approvare una nuova deroga per la chiusura di queste strutture che possiamo definire veri e propri gironi infernali che sviliscono la dignità delle persone e che impediscono di fornire loro ogni tipo di cura adeguata. Per questo chiediamo alle Regioni di predisporre in tempi certi le progressive dimissioni di questi definendo prioritariamente progetti terapeutici individuali che assicurino cure e reinserimento sociale” .
“Mentre – ha proseguito la senatrice – affrontando la delicatissima e sensibile materia regolata dall'articolo 2 sulla possibilità di cura con metodo Stamina in commissione speciale siamo giunti ad una soluzione unanime che riteniamo sia adeguata ad affrontare la complessità della materia su tutti i profili: sia quello tecnico, sia quello giuridico, sia quello clinico. Comprendiamo l'enorme carico emotivo e di cura che richiede assistere un proprio caro per cui ad oggi non esistono cure o terapie di provata efficacia. Siamo anche consapevoli che per queste famiglie è necessario rendere disponibili al più presto trattamenti innovativi ma siamo altrettanto convinti che tutti i cittadini abbiano diritto a ricevere informazioni adeguate rispetto alla sicurezza ed all'efficacia delle terapie cui vengono sottoposti. Siamo consapevoli che la tutela della salute richiede rigore e validazione scientifica, nel rispetto in primo luogo dei pazienti ai quali il sistema sanitario deve garantire terapie coerenti con le norme sulla sicurezza dei trattamenti e sui loro benefìci”.
“Per questo – ha sottolineato la parlamentare PD – abbiamo lavorato in due direzioni sostanziali: la prima riguarda la garanzia della prosecuzione delle terapie che sono già iniziate, la seconda riguarda l'avvio di una sperimentazione. Sul primo aspetto la proposta è quella di garantire la prosecuzione delle terapie che sono già iniziate anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge, ma in condizioni di idoneità per quanto riguarda i laboratori e le procedure in conformità con le norme in vigore. Per la sperimentazione la proposta e' di garantire che questa avvenga in un quadro di norme certe a tutela dei pazienti. I pazienti possono ulteriormente accedere al trattamento terapeutico entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con alcune specifiche ben precise”.
“L'obiettivo – ha concluso la senatrice Dirindin – è che la sperimentazione sia fatta in un contesto rigoroso sotto il profilo scientifico. Questo è quanto abbiamo ritenuto necessario a tutela della sicurezza e della qualità dei trattamenti, nell'interesse in primo luogo dei pazienti che il servizio sanitario nazionale ha in carico”.
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10 Aprile 2013
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