E ora si apra un dibattito vero. Senza preconcetti e pregiudizi
Uno dei nostri obiettivi è quello di agevolare il pieno riconoscimento delle tanto agognate competenze specialistiche ed avanzate, con buona pace di chi, in malafede, ha dichiarato o insinuato che questo collegio osteggia tale riconoscimento.
Il nostro è da intendersi come un lavoro di ricerca finalizzato ad apportare un contributo alla Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI per la revisione dell’attuale Codice Deontologico che la stessa ha già avviato.
Siamo fermamente convinti che il servile encomio, il codardo oltraggio ed i tentativi di captatio benevolentiae non siano da inquadrare fra i contributi alla professione, come in molti, troppi, cercano di far passare.
Siamo consapevoli che l’iniziativa del collegio di Pisa sull’art. 49 è stata un’iniziativa forte ma a nostro parere necessaria alla discussione. Non un’iniziativa contro qualcuno ma uno stimolo per il cambiamento. Per questo, benché ci possano essere stati fraintendimenti, rinnoviamo la stima verso la presidente Barbara Mangiacavalli che invitiamo a partecipare al prossimo congresso che organizzeremo sull’argomento, nel quale sarà avviato il dibattito sul lavoro da noi proposto.
Una professione per essere viva deve ritenere normale che al proprio interno vi siano diverse correnti di pensiero e dibattiti, anche animati, che però devono essere circoscritti all’argomento e mai alle persone. Nell’esprimere il nostro pensiero, talvolta anche in maniera volontariamente provocatoria, mai abbiamo messo in discussione le persone o i ruoli; non possiamo affermare che lo stesso grado di correttezza sia stato adoperato da taluni personaggi nei nostri confronti.
Il dibattito rafforza la professione, la tiene viva e produttiva. L’allineamento acritico e l’assenza di dibattito indebolisce la professione, la uccide. Troppo spesso si sente sostenere il contrario.
Il prodotto che presentiamo è il frutto del lavoro di tutti i componenti del consiglio del collegio IPASVI di Pisa, da me coordinati e con la supervisione del prof. Ivan Cavicchi.
Come primo passo abbiamo prodotto una relazione dettagliata sulla situazione deontologica degli infermieri dalla quale ricavare coerentemente una bozza di nuovo codice.
Successivamente, dopo un intenso lavoro di studio e innumerevoli momenti di confronto (a tratti duro ed animato), è stata prodotta una bozza di codice che, dopo un attento vaglio, è stata approvata in linea di massima e deciso di metterla pubblicamente in discussione per sottoporla ad un più ampio confronto con i singoli infermieri, gli altri collegi Ipasvi, i maggiori esperti della materia, i giuristi, le altre professioni, i sindacati, le forze politiche, le associazioni di cittadini e con tutti gli altri possibili soggetti interessati.
La relazione sulla situazione deontologica degli infermieri e la bozza di testo che rendiamo pubblica hanno lo scopo di aprire un dibattito che ci auguriamo proficuo e libero da atteggiamenti preconcetti e pregiudiziali dopo il quale si provvederà a redigere la stesura finale e conclusiva della proposta che sarà consegnata alla Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI.
Avvisiamo subito i lettori che non sarà sufficiente una semplice lettura del lavoro che proponiamo, ma che, con ogni probabilità, in particolare per la parte che riguarda il codice deontologico vero e proprio, sarà necessaria almeno una seconda lettura. Quello che proponiamo è sicuramente qualcosa di alternativo rispetto alla produzione deontologica esistente e siamo consapevoli che sarà definito con una miriade di aggettivi, che ci auguriamo in maggioranza di apprezzamento. La speranza è di avviare un intenso dibattito, già questo sarebbe un successo.
Sulla nostra pagina web sarà possibile inserire commenti e suggerimenti. Con l’obiettivo di raccogliere il più alto numero di contributi possibile, sarà nostra premura inviarne copia ai principali enti interessati.
Emiliano Carlotti
Presidente del Collegio IPASVI di Pisa
11 Ottobre 2016
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