Farmacieunite: “Protesta condivisibile, ma non abbiamo potuto associarci per l’atteggiamento di Federfarma”
"Ciò obbliga il nostro sindacato – che non può certamente reclamare per il mancato rispetto di un patto che di fatto non ha potuto concorrere a stipulare e sottoscrivere – a utilizzare altre modalità di protesta. C'è però dell'altro: non essendo mai stato coinvolto nell'elaborazione dell'azione di protesta nei confronti della Regione, della quale il nostro sindacato ha avuto notizia solo da fonti di stampa, Farmacieunite non ha avuto alcuna possibilità di esaminare e decidere per tempo in ordine alla sua eventuale adesione allo sciopero di domani 26 gennaio, che avrebbe potuto essere assunta solo nel rispetto di tutti i vincoli previsti dal Codice di autoregolamentazione degli scioperi dei servizi pubblici, in particolare quello relativo ai tempi di preavviso, nel caso di specie impossibile rispettare. Aderire allo sciopero in queste circostanze e nelle condizioni date, dunque, avrebbe esposto Farmacieunite al rischio di pesanti sanzioni", prosegue la circolare.
"Tutto ciò ricordato, anche per evidenziare ancora una volta l'incomprensibile e quasi infantile ostinazione di Federfarma nell'ignorare il principio di realtà (difetto peraltro assai pericoloso, per un sindacato, che con la realtà deve fare i conti per definizione e per necessità) e la sua pervicacia nel denegare l'esistenza di altre sigle delle farmacie private che, al di là delle loro dimensioni, hanno pieno titolo per rappresentare e tutelare gli interessi dei propri associati, Farmacieunite vuole in ogni caso ribadire la piena condivisione delle ragioni della protesta posta in essere contro la Regione Emilia Romagna.
Meno convincente, semmai, è lo strumento utilizzato, ovvero lo sciopero, utilizzato peraltro con modalità tali da indebolire le stesse dignità ed efficacia dello strumento, che è e deve restare (soprattutto nell'ambito dei servizi pubblici essenziali) l'arma più efficace nell'arsenale di un sindacato e non può dunque essere utilizzato riducendolo a una specie di caricatura: difficile colpire un bersaglio, quando si carica la pistola a salve".
"Al di là di questo, però, anche Farmacieunite vuole ovviamente far pervenire un segnale alle autorità regionali e far arrivare un preciso messaggio alla pubblica opinione: per questo, invitiamo tutte le farmacie associate a farsi parte diligente nel rendere visibile la protesta delle farmacie contro una politica regionale che calpesta gli accordi che sottoscrive e che, con l'alibi di risparmi ancora indimostrati, penalizza i cittadini complicando l'accesso alle cure di cui hanno bisogno. Per farlo – conclude – invitiamo le farmacie in indirizzo a esporre al pubblico l’avviso allegato alla presente, accompagnandolo con il massimo impegno nel rappresentare le ragioni della protesta delle farmacie, che coincidono pienamente con le aspettative e gli interessi del cittadino a disporre di un migliore servizio farmaceutico".
26 Gennaio 2017
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

Italiani all'estero extra Ue. Via libera definitivo del Senato alla tessera sanitaria con contributo di 2.000 euro. Il provvedimento ora è legge

Medici di famiglia, la storia di una riforma infinita: quindici anni di annunci e promesse mancate con il rischio che le cure primarie finiscano al privato

Case di comunità. Segnali di disgelo. Schillaci: “Troveremo un accordo”. Scotti: “Disponibili a trattare, ma servono anche specialisti”

Case di Comunità. In Veneto accordo Regione-medici di famiglia: presenza dal lunedì al venerdì, 8-20. Fino a 10 ore aggiuntive a 60 euro l’ora

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Dottori anche con la laurea triennale: perché continuare a sminuirli?

Medici di famiglia, la riforma Schillaci si ferma. La maggioranza frena sul passaggio alla dipendenza