Farmindustria: “91 vaccini in sviluppo in Ue, il 41% per malattie per cui oggi non esiste una protezione”
Sono attualmente 91 i vaccini in sviluppo nell’Unione Europea secondo Vaccines Europe, di cui il 41% destinato a malattie per le quali oggi non esiste ancora una protezione. Lo fa sapere Farmindustria in occasione della Settimana Europea dell’Immunizzazione 2026 (19-25 Aprile), dedicata al tema “I vaccini funzionano, per tutte le generazioni”. Un dato che testimonia il continuo impegno nella ricerca scientifica dell’industria farmaceutica per rispondere ai bisogni emergenti di salute. “I vaccini sono una delle innovazioni più efficaci e inclusive della medicina. Non solo salvano vite, ma generano valore per l’intera società. Investire in prevenzione significa costruire un futuro più sano, resiliente e sostenibile per tutte le generazioni”, dichiara il presidente Marcello Cattani nella nota.
I numeri globali, sottolinea Farmindustria, “confermano l’impatto straordinario dell’immunizzazione: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che, dal 1974, i vaccini abbiano salvato 154 milioni di vite nel mondo, pari a 6 vite al minuto negli ultimi 50 anni. Oggi i vaccini proteggono da oltre 30 malattie potenzialmente letali, contribuendo anche alla lotta contro l’antimicrobico-resistenza e alla prevenzione di alcune forme tumorali. Grazie alle vaccinazioni è stato possibile eradicare il vaiolo, eliminare la poliomielite da quasi tutti gli Stati del mondo, controllare malattie come morbillo, rosolia, tetano, difterite, parotite e pertosse e contenere la pandemia da COVID-19”.
Anche le evidenze economiche sono molto rilevanti: “Studi dimostrano che ogni euro investito in prevenzione può generare fino a 14 euro di benefici in termini socio-economici, l’immunizzazione degli adulti può arrivare fino a 19, le vaccinazioni pediatriche fino a 44. In Italia, secondo un’analisi Altems, il raggiungimento degli obiettivi di copertura previsti dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025 per le vaccinazioni dell’adulto e per vaccinazioni in adolescenza comporterebbe una riduzione dei costi sociali fino a 3 miliardi di euro e un incremento del PIL fino a 10 miliardi di euro”.
In questo contesto, per Farmindustria, “emerge con forza la necessità di un cambio di paradigma verso un sistema sanitario proattivo, fondato su prevenzione, innovazione e promozione della salute. L’immunizzazione rappresenta una leva chiave di questa trasformazione”.
“Alla luce del quadro geopolitico e delle sfide sanitarie da affrontare, questo momento rappresenta una grande opportunità affinché la spesa per la prevenzione, e in particolare per l’immunizzazione, sia riconosciuta come investimento per la sostenibilità del SSN, date le evidenze che abbiamo a disposizione sul ritorno che può garantire in termini di vita in salute, costi sanitari e sociali evitati e aumento della produttività, in un quadro demografico di invecchiamento e bassa natalità. Un passaggio che il Governo ha avviato e che speriamo si consolidi a livello europeo per la salute dei cittadini e il rafforzamento del nostro Continente”, conclude Cattani.
20 Aprile 2026
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