Federfarma: “Nessun aumento della spesa, anzi risparmi per la Regione”
Secondo i dati illustrati da Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale Federfarma e presidente Federfarma Barletta-Andria-Trani, il trasferimento di gliptine e gliflozine dalla distribuzione diretta alle farmacie convenzionate non avrebbe determinato un aumento della spesa farmaceutica in Puglia. Anzi, per alcune categorie si registrerebbero risparmi legati alla riduzione del costo medio per confezione e alla razionalizzazione dei consumi.
Nel dibattito acceso in Puglia sull’aumento della spesa sanitaria e farmaceutica, Federfarma interviene per chiarire l’impatto reale del trasferimento dei farmaci antidiabetici dalla distribuzione diretta/DPC alla distribuzione convenzionata nelle farmacie territoriali.
A fornire dati e valutazioni è Michele Pellegrini Calace, segretario nazionale Federfarma e presidente Federfarma Barletta-Andria-Trani, che sottolinea come l’aumento delle ricette registrato nel 2025 non possa essere attribuito esclusivamente allo spostamento dei farmaci nel canale convenzionato.
Secondo i dati Aifa relativi ai primi dieci mesi del 2025, in Puglia si è registrato un incremento di circa 403 mila ricette convenzionate rispetto al 2024, equivalenti a circa 800 mila confezioni. Tuttavia, spiega Federfarma, questo dato riflette soprattutto un aumento generale dei consumi farmaceutici e solo in parte il trasferimento di gliptine e gliflozine dalle Dpc alle farmacie convenzionate.
Per quanto riguarda le gliptine, i dati elaborati da Promofarma sull’intero 2025 mostrano una riduzione della spesa complessiva tra i due canali di distribuzione pari a 460 mila euro e una diminuzione dei consumi di oltre 5 mila confezioni. Il trasferimento in farmacia, evidenzia Federfarma, “non ha comportato né un aumento dei consumi né un aumento della spesa”, ma avrebbe invece prodotto un risparmio grazie alla riduzione del costo medio per confezione e al minor numero di confezioni utilizzate.
Diverso il quadro delle gliflozine, per le quali si registra un incremento della spesa complessiva di circa 7,3 milioni di euro, dovuto però principalmente all’aumento dei consumi. Anche in questo caso, però, Federfarma evidenzia una riduzione del costo medio per confezione che avrebbe generato un risparmio complessivo per la Regione stimato in circa 140 mila euro sulle confezioni trasferite nel canale convenzionato.
Calace sottolinea inoltre che, per valutare correttamente l’impatto economico del trasferimento dei farmaci, bisogna considerare anche altri elementi, come i rimborsi delle aziende farmaceutiche alle Regioni e il venir meno dei costi legati al servizio di distribuzione per conto. Federfarma si dice quindi disponibile ad aprire un confronto con la Regione Puglia per approfondire i dati e valutare complessivamente gli effetti della riorganizzazione della distribuzione farmaceutica.
Accanto agli aspetti economici, Federfarma richiama infine i benefici per i cittadini: la possibilità di reperire immediatamente i farmaci nella farmacia più vicina, con un accesso più semplice alle terapie e minori disagi per pazienti e famiglie.
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19 Maggio 2026
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