Federspecializzandi: “Manca programmazione nel determinare numero accessi a corso laurea in Medicina”
“Dopo una iniziale previsione di una riduzione del numero di accessi – sottolinea una nota – necessaria quantomeno a compensare gli oltre 14.000 accessi del precedente anno accademico, in sovrannumero di circa 3000 unità rispetto a quanto sancito dal precedente Decreto Ministeriale conseguentemente ai numerosi ricorsi vinti dagli studenti, con l'attuale decreto si conferma un numero di accessi sostanzialmente analogo a quello del precedente concorso”.
Secondo Federspecializzandi , nonostante “il numero di accessi che sei anni fa fosse sostanzialmente inferiore al dato medio degli ultimi tre anni, il Governo è in grado di finanziare un numero di borse di specializzazione (3300-3500) che consentiranno a meno della metà dei giovani medici che concorreranno per l'ingresso in specializzazione di poter intraprendere una tappa fondamentale nel percorso di formazione medica”. Sorge quindi spontaneo domandarsi se, “parallelamente all'emanazione del decreto ministeriale che bandisce anche per quest'anno quasi 10000 posti, i due ministeri stiano lavorando per reperire con il dovuto anticipo i fondi necessari a garantire il completamento della formazione ai 10000 e oltre laureati che, annualmente, nei prossimi anni usciranno dal corso di laurea in medicina e chirurgia”.
E da un punto di vista pedagogico, “ci si domanda come l'Università italiana possa essere in grado di garantire buoni livelli di formazione a un numero così ampio di studenti, in strutture e con un personale spesso inadeguato a consentire una buona qualità della formazione, particolarmente nella sua componente pratica, ad un numero di studenti che, oggi, è sostanzialmente inferiore”. Gli specializzandi chiedono poi sulla base di quali dati “venga effettuata la programmazione del numero di accessi al corso di laurea in medicina. Vista la grande variabilità che, negli ultimi mesi, ha caratterizzato, questi numeri, il timore fondato è che vi sia una sostanziale assenza di programmazione”.
Sulla base di questi elementi, Federspecializzandi ritiene improcrastinabile “ripensare completamente le modalità con cui vengono stabiliti il numero di accessi al corso di laurea in medicina e chirurgia e il numero di posti assegnati alle diverse tipologie di scuole di specializzazione e al corso specifico in medicina e generale”. E ribadisce la necessità e l'urgenza di “determinare i reali fabbisogni di medici, specialisti e tutti gli altri operatori che operano all'interno del Servizio Sanitario Nazionale con una prospettiva di lungo corso che tenga conto, oltre che del turnover all'interno delle strutture sanitarie, dei profondi mutamenti a cui sta andando incontro la popolazione italiana e – conclude la nota – l'organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale”.
14 Marzo 2014
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