FI: “Sanatoria medici radiati un errore, chiederemo modifiche in Senato”

“La disposizione votata alla Camera, che introduce un percorso straordinario per riammettere agli Albi i professionisti sanitari radiati negli anni del Covid, non ci convince e non può restare così com’è. Al Senato è nostra intenzione lavorare per modificarla. Voglio essere netta, perché su questioni di questa delicatezza le ambiguità non servono a nessuno. Il diritto di esprimere opinioni, anche critiche, sulle scelte sanitarie è sacrosanto e nessuno intende metterlo in discussione. Altro discorso sono i doveri professionali e deontologici di chi indossa un camice. Non spetta al legislatore azzerare per legge, con un colpo di spugna, decisioni che competono agli Ordini e che riguardano condotte individuali. La medicina si regge sulla scienza, sulla responsabilità di chi la pratica e sulla tutela del paziente”. Così Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia.

 “Sono principi non negoziabili, e Forza Italia non è disposta a fare passi indietro. Non possiamo dimenticare che negli anni della pandemia migliaia di medici, infermieri e operatori hanno tenuto in piedi il Paese in condizioni estreme, e molti di loro hanno perso la vita per assistere i malati. A loro va la nostra gratitudine, e la gratitudine si dimostra anche con la coerenza delle scelte. Nessuno esclude che singole vicende, maturate in una stagione eccezionale e drammatica, possano essere riconsiderate. Ma ciò deve avvenire caso per caso, secondo le procedure previste e nel pieno rispetto dell’autonomia degli Ordini, non attraverso una sanatoria indistinta. Quando il testo arriverà a Palazzo Madama, il nostro gruppo farà la sua parte per correggerlo perché la salute dei cittadini e la credibilità della professione medica vengono prima di ogni bandiera ideologica”, conclude.

 

Cappellacci: “Scienza e sicurezza dei pazienti punti fermi”

Forza Italia è e resterà dalla parte della scienza, dei vaccini e della sicurezza dei pazienti. Lo abbiamo dimostrato durante la pandemia e continuiamo a sostenerlo con la stessa convinzione. Le posizioni no vax non ci appartengono.

Nel confronto sul percorso di reiscrizione dei professionisti sanitari radiati, il punto è assicurare che l’attenzione alle condizioni eccezionali dell’emergenza si accompagni a garanzie chiare ed effettive sul rispetto dei doveri professionali e sulla tutela della salute.

Riconoscere le difficoltà di chi ha lavorato con conoscenze allora limitate, carenza di personale e mezzi e responsabilità straordinarie è certamente una questione di equità. Ma questa attenzione deve accompagnarsi a una valutazione rigorosa delle singole vicende, distinguendo le responsabilità legate alle condizioni dell’emergenza da condotte contrarie ai principi scientifici e deontologici della professione.

Chiediamo garanzie sul pieno rispetto dell’autonomia degli Ordini e sul loro ruolo nella valutazione delle singole posizioni, sulla verifica dell’aggiornamento professionale e sui requisiti necessari per esercitare in sicurezza.

Su questo non devono esserci equivoci: considerare le circostanze eccezionali della pandemia non significa legittimare la disinformazione sui vaccini o attenuare i doveri di chi cura. Scienza, appropriatezza delle cure e rispetto del codice deontologico restano riferimenti imprescindibili.

È con questo spirito che intendiamo contribuire al confronto: attenzione alle singole vicende, rispetto per le competenze degli Ordini e massima tutela dei pazienti. Lo dobbiamo anche ai tanti professionisti che durante la pandemia hanno lavorato con competenza e dedizione in condizioni durissime. Equità e rigore devono procedere insieme”.

28 Ottobre 2026

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