Fials: “Servono coraggio politico e visione organizzativa. Il sistema è sul baratro”
“Il sistema sanitario nazionale è sull’orlo del precipizio. Serve onestà intellettuale per ammetterlo e, soprattutto, coraggio per agire. Subito”.
È questo il monito lanciato da Annalisa Silvestro, intervenuta in rappresentanza della Fials all’incontro presso la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome dedicato all’analisi del documento strategico di analisi e proposte in tema di personale del Servizio sanitario nazionale.
Nel suo intervento, Silvestro ha sottolineato con forza l’urgenza di avviare un confronto autentico e strutturato con le organizzazioni sindacali: “Non possiamo più essere coinvolti solo a valle delle decisioni politiche e organizzative. È necessario un dialogo vero, a monte, per individuare soluzioni condivise alle criticità che travolgono i professionisti e mettono a rischio la tenuta stessa del sistema sanitario”.
Tra i nodi più critici evidenziati, emerge anzitutto la drammatica carenza di personale sanitario, aggravata da un costante esodo di infermieri verso l’estero o verso settori meno logoranti. “Se vogliamo davvero salvare il nostro Ssn – ha ribadito Silvestro – dobbiamo investire dove l’assistenza è concreta, quotidiana, reale: accanto ai cittadini, nei reparti e nei territori”.
Altro tema centrale è la disuguaglianza territoriale, che mina l’equità del sistema. “Non è più tollerabile – ha dichiarato – che l’applicazione dei contratti e l’organizzazione dei servizi sanitari varino profondamente da una Regione all’altra. Questa frattura territoriale è una ferita democratica che colpisce i professionisti e, soprattutto, i cittadini”.
Silvestro ha anche richiamato la necessità di ridefinire con chiarezza i perimetri professionali, riconoscendo formalmente il valore, la complessità e il peso decisionale delle professioni sanitarie, a partire dagli infermieri, che svolgono un ruolo sempre più determinante nella gestione della cronicità e della disabilità.
Netta, infine, la posizione della Fials contro l’introduzione della figura dell’assistente infermiere, definita “una soluzione ibrida e confusa, che non risponde né alle esigenze organizzative né a quelle degli operatori socio sanitari. Non si valorizza una professione creandone una copia sbiadita”.
Nel suo appello finale, Silvestro ha sollecitato le Regioni ad assumersi finalmente le proprie responsabilità: “L’inefficienza organizzativa non è più giustificabile. Non possiamo continuare a trattare i professionisti come tappabuchi. È il momento di investire seriamente sugli infermieri, sulle professioni sanitarie e su tutta la filiera dell’assistenza territoriale”.
“Siamo passati dagli applausi all’oblio – fa eco Giuseppe Carbone, Segretario Generale della Fials- e questo per un’intera categoria è inaccettabile. Il vero coraggio politico, oggi, è sperimentare, osare, cambiare davvero”.
Fials ha infine annunciato l’invio alle istituzioni di un documento tecnico contenente proposte operative mirate, frutto dell’esperienza diretta sul campo. “Siamo pronti a portare il nostro contributo in ogni sede di confronto, purché sia serio e orientato a soluzioni concrete – ha dichiarato Silvestro –. Non c’è più spazio per promesse vuote: servono risposte immediate e decisioni coraggiose”.
04 Giugno 2025
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