Fimmg: “La dipendenza non è il solo modello di efficacia e di efficienza”

Fimmg: “La dipendenza non è il solo modello di efficacia e di efficienza”

Fimmg: “La dipendenza non è il solo modello di efficacia e di efficienza”
“Discutere, approfondire, capire, guardare le cose da diversi punti di vista. È sempre questo il modo migliore di affrontare una questione, soprattutto se si tratta di una vicenda che ha un impatto enorme sulla salute dei cittadini”. Silvestro Scotti, segretario generale FIMMG, commenta il nuovo studio realizzato da Mercer. 
 
“È legittimo che ciascuno abbia una propria opinione – sottolinea Scotti – ma, se si vuole cambiare in meglio un sistema, il vero valore aggiunto consiste proprio nel valutare le conseguenze di ogni possibile azione sotto diversi profili, a cominciare da quelli socioeconomici e assistenziali. Nessuna soluzione calata dall’alto può funzionare, la parola chiave è 'rivedere' non stravolgere”.
 
“Diventa irrimandabile a questo punto, in questo Paese, la discussione sul professionalismo intellettuale tipico dell’area medica, per principi costituzionali soggetto sussidiario dello stato nelle funzioni specifiche dell’essere medico, a prescindere dai ruoli giuridico contrattuali. Anche perché – conclude Scotti – si vuol far passare il concetto che solo il dipendentismo sia un modello di efficacia e di efficienza per i professionisti medici e che rappresenti l’unica soluzione per migliorare l’offerta del territorio, ma crediamo che l’obiettivo sia invece mettere in discussione l’efficacia dei principi di autonomia e dei profili professionali deontologici definiti dalla Costituzione. Guai a pensare che un modello contrattuale subordinato sia la soluzione, cercando di influenzare il cittadino/paziente sul territorio che solo da quello derivi il suo diritto, piuttosto che informarlo che da quel modello deriva solo il diritto di qualcuno, sopra i medici e sopra i cittadini, di decidere cosa va fatto, in barba alla legittima scienza e coscienza del medico. Riprendendo le parole di Mattarella, non vorremmo che nella sanità territoriale si affermassero, con alcuni modelli proposti, dei modelli “autocratici che tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, ben più solide ed efficaci”. Siamo disponibili al confronto anche pubblico su come rendere evidenti, come lo sono già alla grande maggioranza dei nostri pazienti e come confermano tutti i sondaggi ogni volta proposti sul nostro servizio, le parole chiave dignità professionale, responsabilità e ruolo nell’interesse del nostro Paese, dei nostri pazienti e dei nostri rappresentati”.

10 Febbraio 2022

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