Fisv: “Su divieto sperimentazione animale la comunità scientifica tira sospiro di sollievo”
Bisogna ricordare che il Parlamento italiano, nel 2014, aveva recepito la direttiva europea del 2010 2010/63/UE che nasceva da una lunga e fattiva interlocuzione fra tutte le parti interessate, integrandola con considerevoli restrizioni. La Fisv si è sempre battuta a fianco della comunità scientifica per modificare questi divieti, che non sono stati adottati da alcuno degli altri Stati membri. Ed è proprio per i divieti inseriti nella legge italiana che l’Italia è sull’orlo della procedura di infrazione europea, perché limita eccessivamente la sperimentazione animale, così come intesa nella normativa.
Soprattutto, tali divieti sono privi di base scientifica, poiché non esistono al momento metodi alternativi che possano sostituire adeguatamente i modelli animali in questi ambiti, come anche certificato dal Ministero della Salute. È da notare che nella definizione di sostanze d’abuso rientrano potenzialmente tutti i farmaci in grado di raggiungere il cervello, tra cui per esempio alcuni chemioterapici impiegati nel trattamento del cancro. Inoltre, diverse sostanze quali per esempio gli psichedelici, avendo dimostrato una notevolissima attività nel combattere malattie psichiche quali la depressione maggiore o lo stress post-traumatico, sono al momento oggetto di intensa ricerca, ricerca che verrebbe di fatto resa impossibile dal divieto.
La recentissima notizia del trapianto di cuore suino in un uomo dimostra come dopo molti anni di studi gli xenotrapianti d’organo siano ormai una speranza concreta per moltissimi pazienti in assenza di un donatore compatibile. Molta ricerca è tuttavia ancora necessaria per garantire il successo di queste operazioni.
L’entrata in vigore dei divieti è stata finora prorogata di anno in anno, incertezza che ha compromesso la competitività dei ricercatori italiani nell’accesso ai bandi europei pluriennali. Ora la proroga di tre anni concede un congruo orizzonte temporale al Governo per intervenire sull’intera procedura d’infrazione, permettendo ai ricercatori di proseguire le loro attività di ricerca usando, dove necessario, il modello animale e parallelamente sviluppando sempre di più le metodiche alternative. Ora, la speranza è che non intervengano ostacoli a minare il prezioso lavoro delle Commissioni Parlamentari mettendo nuovamente a repentaglio la ricerca scientifica italiana.
21 Febbraio 2022
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