Fmt: “Positivo lo stop alla dipendenza della medicina di famiglia”
Federazione dei Medici Territoriali-FMT arriva un giudizio positivo per lo stop dei partiti di maggioranza alla riforma della medicina del territorio, “soprattutto per quanto riguarda il passaggio a dipendenza dei medici di famiglia”. E un “sì alla riforma della formazione affinché la medicina di famiglia sia una specializzazione sul modello europeo”.
Per Francesco Esposito segretario nazionale di FMT, “lo stop del Governo sulla riforma della medicina generale è una decisione positiva ed è il frutto di una opposizione forte e costruttiva dei sindacati medici che hanno fatto fronte comune. Il passaggio a dipendenza è una forzatura che snatura l’essenza stessa dell’assistenza primaria: avrebbe demolito l’autonomia del professionista e il rapporto fiduciario con i pazienti, smantellato la capillarità e prossimità del servizio e aperto le porte alla privatizzazione”.
“Ma prendiamo gli aspetti positivi della bozza governativa – continua – e si approvi con urgenza invece la riforma della formazione affinché la medicina di famiglia sia una specializzazione sul modello europeo; e si recuperi anche il riconoscimento dell’equipollenza per chi già ha svolto questo tipo di lavoro da oltre cinque anni. Strumenti utili per far crescere il personale di questo settore, ora in crisi”.
“I sindacati medici – aggiunge il segretario nazionale FMT – sono pronti a collaborare ma a partire dalla premessa che la convenzione (ACN) deve essere il pilastro insindacabile del rapporto di lavoro della medicina generale. Per quanto riguarda le case di Comunità la via maestra è quella di definire immediatamente un atto di indirizzo per aprire un nuovo ACN nell’ambito del quale si troveranno le soluzioni adeguate per evitare che siano delle ‘cattedrali nel deserto’, con proposte concrete e di immediata applicazione: intanto, e a breve termine, l’eliminazione delle incompatibilità tra i pensionati e le convenzioni affinché si possono reclutare dei medici anche over 70 che possano fornire delle prestazioni orarie durante la settimana; altro tassello il modello di contratto simile a quella medicina di servizi: così i giovani colleghi che non vogliono un rapporto esclusivamente sulla quota capitaria potranno integrare ed entrare a 38 ore e svolgere i propri compiti, ma con tutele come la malattia, la maternità e le ferie”.
“I problemi esistono e le soluzioni pure – conclude Esposito – ma per trovarle bisogna puntare sul dialogo con i medici, sul buonsenso, e dando risposte di qualità ai cittadini. I sindacati sono pronti, ora si cambi rotta”.
08 Giugno 2026
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