Fnomceo e Cittadinanzattiva: “Urgente rivedere ripartizione del Fondo sanitario nazionale”
Con queste parole il presidente della Federazione Nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, commenta quanto emerge dal Rapporto Osservasalute 2017 sullo Stato di salute e qualità dell’assistenza delle Regioni Italiane, presentato questa mattina a Roma.
“Come medici – continua Anelli – non possiamo accettare un divario così grande tra Regioni, per il quale gli abitanti di alcune zone del Sud è come se appartenessero a un altro paese, per aspettativa di vita e di salute. Ci uniamo quindi all’appello lanciato questa mattina per un intervento rapido ed efficace che parta da un riequilibrio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, non basato sui fabbisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni di salute, per arrivare a un recupero di qualità gestionale e operativa dell’intero sistema. Occorre, a nostro avviso, una vera alleanza tra Parlamento, Governo, Regioni, nella quale ogni attore deve fare la sua parte. Alle Regioni, chiediamo di cambiare i criteri di ripartizione del fondo in modo da non perseverare nella penalizzazione delle Regioni del Sud. Al Governo, di aumentare i finanziamenti del Fondo Sanitario Nazioanle, oggi molto al di sotto della media degli altri paesi OCSE; al Parlamento, di modificare il sistema di Governance, con la revisione della Legge 502/92 di riforma del Servizio Sanitario Nazionale e dell’articolo 117 della Costituzione.”.
“Sosteniamo la proposta di ripartizione dei fondi avanzata dalla Fnomceo”, ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, “una idea che abbiamo fatto nostra anche attraverso la recente proposta di riforma dell’articolo 117 della Costituzione, con la campagna “Diffondi la salute” (www.diffondilasalute.it), lanciata insieme a decine di organizzazioni civiche, professionali e imprenditoriali tra cui la stessa Fnomceo. È fondamentale affrontare il nodo delle disparità territoriali tra i diritti dei cittadini, ancora più chiari, se ce ne fosse bisogno, dopo i dati diffusi oggi da Osservasalute. Le eccellenze devono essere diffuse sull’intero territorio nazionale, non si può accettare che la qualità della nostra assistenza sia legata al luogo in cui si nasce o vive”.
19 Aprile 2018
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