Fnopi: “Infermiere di famiglia/comunità è una realtà in tutto il Paese”
Il Patto per la Fnopi aggiunge anche la necessità della “valorizzazione delle professioni sanitarie, in particolare di quella infermieristica, finalizzata alla copertura dell'incremento dei bisogni di continuità dell'assistenza, di aderenza terapeutica, in particolare per i soggetti più fragili, affetti da multi-morbilità”.
“La professione fa un altro passo avanti nel suo cammino, entra nelle case delle persone, contrasta le disuguaglianze soprattutto nelle aree interne e garantisce un’assistenza territoriale accessibile soprattutto a una popolazione che invecchia e presenta sempre più cronicità e disabilità, con la necessità di soddisfare bisogni di assistenza complessi che gran parte delle famiglie non può affrontare da sola. Ed è una ulteriore conferma dell’assistenza universalistica, equa e omogenea su tutto il territorio che sia la Costituzione, sia la stessa legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale promettono ai cittadini”.
“Ringraziamo il ministro della Salute e le Regioni – aggiunge – per aver accolto la richiesta della Federazione di innovare il Ssn attraverso l’introduzione dell’infermiere di famiglia/comunità, scegliendo la vera strada della multidisciplinarietà e dell’integrazione tra professionisti per rendere effettiva un’assistenza sul territorio che finora è spesso mancata proprio nei settori più delicati, come quello dell’assistenza agli anziani, ai malati cronici, ai non autosufficienti”.
“Con questa scelta l’Italia si allinea alle indicazioni dell’Oms che fino dal 1998, nel documento salute per tutti nel 21° secolo, sostenuto dall’Unione Europea per il raggiungimento degli obiettivi di salute fondamentali allo sviluppo dell’intera società, aveva indicato la necessità dell’infermiere di famiglia/comunità”.
“Ora le Regioni, che hanno approvato il Patto – conclude la presidente FNOPI – devono attuare le previsioni che contiene insieme agli Ordini degli infermieri. La Federazione, anche nell’ottica del protocollo con la Conferenza delle Regioni del dicembre 2018, è disponibile a dare il supporto necessario per applicare ovunque il modello internazionale di assistenza e la figura che oltre erogare le prestazioni infermieristiche necessarie ai cittadini diventerà un punto di riferimento per i servizi e anche per attuare momenti educativi di prevenzione, educare i caregiver di riferimento a prendersi cura del proprio caro, valutare i bisogni assistenziali di un singolo o di un gruppo: del paziente, della famiglia, della comunità. Siamo già al lavoro per preparare i nostri professionisti a interpretare al meglio questo nuovo ruolo che c’è stato assegnato all’interno del Servizio sanitario nazionale”.
18 Dicembre 2019
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