Fnopo: “Decisione incomprensibile”
“Quanto accaduto – spiegano ancora i vertici FNOPO – hanno reso evidente l’urgenza di attuare serie riforme che rivedano il comparto sanità, che siano concertate e il più possibile condivise. Non è più possibile pensare, ancora oggi, a un sistema in cui 22 professioni sanitarie siano messe da parte e continuino a essere trattate e gestite come delle “cenerentole”. Il nostro sistema sanitario può vantare il contributo di professionisti altamente formati e specializzati che sono di costante e quotidiano supporto ai medici nella prevenzione, promozione e cura di tutti i cittadini, senza distinzione di genere, di età, di estrazione sociale e di provenienza. Le ultime due leggi che riguardano la sanità e in particolare le professioni sanitarie, la n. 24/2017 e la n. 3/2018, dimostrano come non si debba più perdere tempo e che è arrivato il momento di fare un salto di qualità riconoscendo a ciascuno la propria specificità, professionalità e competenza. Senza che questo sia visto come una indebita intromissione nell’operato dell’altro. E questo, non solo per rispetto di chi lavora quotidianamente in ospedali, strutture pubbliche – private, ambulatori, mezzi di pronto soccorso ma anche a garanzia proprio dei cittadini e della loro salute”.
“Se così non si farà, se ancora si perderà tempo, – concludono le rappresentanti delle 22mila ostetriche italiane – il rischio è che le tensioni e le incomprensioni diventino talmente tante ed esasperate che ci potrebbero essere scenari perfino peggiori dell’odierna radiazione”.
03 Dicembre 2018
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