Fp Cgil: “Reale rischio che i servizi sociali spariscano”
Per la Fp Cgil, infatti, “lo stato in cui versano gli assistenti sociali è un evidente paradosso, soprattutto in vista dell’entrata a regime del Reddito di cittadinanza e, nello specifico, per quella quota di richiedenti che, in condizioni di fragilità, sarà indirizzata verso il Patto per l’inclusione. A dispetto di quanto sulla carta previsto in termini di assunzioni per i Centri per l’impiego, nonché con le assunzioni dei navigator, per gli assistenti sociali non c’è in vista alcun investimento in termini di nuova occupazione. Nel frattempo gli assistenti sociali, pochi, invecchiano e sono sempre più soggetti a violenza”.
Per questo, aggiunge la Funzione Pubblica Cgil, “condividendo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal Cnoas, è più che concreto il rischio che i servizi sociali spariscano, in un momento in cui le fragilità aumentano. Senza investimenti e senza nuove assunzioni, che garantiscano almeno le 5 mila fuoriuscite stimate dal Cnoas per effetto di un’età media ben oltre i 50 anni e per via di quota 100, i servizi sociali collasseranno. È un settore che anche per il funzionamento pieno del reddito di cittadinanza ha bisogno di personale e, soprattutto, di personale dedicato, dato che con la carenza di organico che si registra molto spesso gli assistenti sociali sono costretti a svolgere funzioni prettamente amministrative. Per questo sosteniamo le agitazioni in tutti i territori, a partire dallo sciopero proclamato per il 21 marzo delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi sociali di Roma Capitale. Servono nuove assunzioni e servono subito”, conclude la Fp Cgil.
06 Marzo 2019
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