Fucci (Pdl): “Sanità da tutelare attraverso l’ammodernamento della rete ospedaliera”
“Le dichiarazioni del premier suscitato e continuano comprensibilmente a suscitare un forte dibattito”, osserva Fucci esprimendo così la volontà di intervenire, in veste di componente della Commissione parlamentare di inchiesta su errori medici e disavanzi sanitari regionali, “per ricordare, al presidente del Consiglio e a quanti in queste ore ne stanno commentando le affermazioni, un elemento a mio parere essenziale ma finora, mi sembra, rimasto in disparte”, ovvero quello della razionalizzazione e ammodernamento della rete ospedaliera pubblica.
“Faccio l’esempio – prosegue il deputato – della branca medica che (sia per la mia vita professionale prima della parentesi parlamentare, sia per i miei specifici ambiti di competenza nella Commissione d’inchiesta come relatore di un’indagine sui punti nascita) meglio conosco: l’ostetricia-ginecologia. I lavori della Camera, al termine di un approfondito studio condotto in collaborazione con le società scientifiche, hanno evidenziato la presenza in Italia di un enorme numero di punti nascita di piccole dimensioni e con un bacino di utenza talmente marginale da consentire ai medici in essi impiegati di eseguire un numero minimo di parti all’anno (a volte poche decine). In questo modo ad essi non viene garantita la necessaria ‘manualità’ che deriva solo da una costante pratica quotidiana e che è l’elemento decisivo nel momento in cui si presenti un’emergenza in sala parto. Trattandosi poi di punti nascita del genere, essi sono all’ultimo posto della lista nel momento in cui vi sono tecnologie e strumentazioni nuove da immettere nelle reti ospedaliere. Ma allo stesso tempo questi punti nascita continuano a rappresentare un costo a fondo perduto per la sanità pubblica che, spesso sotto le spinte campanilistiche di aree e a volte solo di cittadine che non vogliono perderli, continua a tenerli aperti”.
Ma rivedere e razionalizzare – sulla scorta delle evidenze derivanti dallo specifico settore del ‘percorso nascita’ – la rete ospedaliera non è, secondo Fucci, l’unica soluzione per garantire la sostenibilità della Ssn. “E certamente essa non deve pregiudicare il diritto di ogni comunità di poter contare su adeguate strutture ambulatoriali per le emergenze e gli interventi di primo soccorso. Ma – conclude il deputato del Pdl -, attraverso la concentrazione di risorse umane e tecnologiche in pochi e ben identificati poli medici di eccellenza in grado di servire territori davvero vasti (e anche attraverso lo sviluppo dell’assistenza domiciliare), quest’opera è certo un obiettivo utile al fine di garantire la sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale, il quale rappresenta, grazie alle straordinarie professionalità che lo animano anche a fronte della messe incontrollata di cause giudiziarie per responsabilità medica, un patrimonio straordinario per gli italiani”.
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04 Dicembre 2012
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