Fundoni (Pd): “L’Ospedale del Bambino deve diventare realtà: non solo come simbolo di eccellenza, ma come garanzia di equità”
“Ho partecipato al convegno in qualità di presidente della commissione Salute – ha commentato a Quotidiano Sanità la dott.ssa Fundoni -. Abbiamo parlato di un progetto che riguarda il futuro della sanità pediatrica in Sardegna, abbiamo ascoltato esperienze di eccellenza nazionale, dai colleghi del Gaslini, del Meyer e dell’Ospedale Bambino Gesù, e contributi che ci richiamano all’importanza della ricerca, della genomica, della medicina personalizzata”.
“Abbiamo visto quanto sia centrale creare reti integrate – ha proseguito Fundoni -, ospedale e territorio insieme, per garantire cure di qualità ovunque i bambini vivano. Come Consiglio regionale, e in particolare come Commissione Sanità, siamo chiamati a tradurre questa visione in atti concreti. La Regione ha già avviato un percorso importante: la costituzione di una cabina di regia regionale per la pediatria; l’integrazione del Microcitemico “Antonio Cao” con l’ARNAS Brotzu come primo passo verso il polo pediatrico; l’impegno a presentare entro la fine dell’anno una proposta definita per l’Ospedale dei Bambini, che non sia solo struttura, ma nodo strategico di una rete regionale. Non dimentichiamo che la Sardegna presenta caratteristiche uniche, come una prevalenza elevata di patologie croniche e rare in età pediatrica, ed ecco da qui la necessità di garantire a tutte le famiglie, anche nelle zone più periferiche, un accesso tempestivo a cure specialistiche”.
“Il nostro ruolo, come istituzioni, è duplice: da un lato, garantire le risorse e la sostenibilità del progetto, inserendolo nella programmazione regionale e nazionale; dall’altro, fare sintesi tra i diversi interessi territoriali e professionali, affinché il progetto resti unitario e condiviso. La Commissione Sanità che presiedo è e sarà la sede in cui questo confronto si tradurrà in norme, finanziamenti e linee guida. Voglio dirlo con chiarezza, non basta annunciare un ospedale, occorre costruire una rete, definire servizi, investire su ricerca, formazione e professionalità”.
“I dati Agenas mostrano che gli indicatori di qualità dell’assistenza pediatrica, dai tassi di ospedalizzazione ai tempi medi di degenza, risultano ancora molto disomogenei tra regione e regione. Questo significa che la Sardegna ha il dovere non solo di colmare i divari, ma di puntare all’eccellenza; l’Ospedale dei Bambini deve nascere come punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno, e non come una struttura ‘minore’ rispetto ai grandi poli nazionali”.
“Accanto agli investimenti strutturali, dobbiamo affrontare un nodo cruciale: la carenza di specialisti pediatrici. Secondo i dati della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e della Società Italiana di Pediatria, nei prossimi cinque anni andranno in pensione circa 5.000 pediatri a livello nazionale, mentre le borse di specializzazione attivate ogni anno non sono sufficienti a coprire il fabbisogno. Questo fenomeno rischia di colpire in modo ancora più marcato le regioni insulari e periferiche, come la nostra. In Sardegna, già oggi registriamo difficoltà a coprire alcuni reparti e servizi territoriali, ciò comporta un aggravio per i professionisti in servizio e, soprattutto, un rischio di discontinuità nell’assistenza ai bambini”.
“La risposta la si ritrova nel rafforzare la rete formativa degli specializzandi, potenziando la collaborazione tra Università, ospedali e territorio, affinché i giovani medici possano formarsi in Sardegna, e nel scegliere al contempo di restare a lavorare qui; rendere attrattivo il polo pediatrico regionale, investendo in ricerca, innovazione e qualità organizzativa, per fare in modo che l’ospedale non sia solo un luogo di cura, ma anche un centro di crescita professionale e scientifica. C’è poi un altro dato che non possiamo trascurare, quello della bassa natalità. La Sardegna, infatti, è la regione italiana con il più basso tasso di fecondità: 1,02 figli per donna, a fronte di una media nazionale di 1,20. Questo significa che la nostra isola rischia un progressivo spopolamento, con conseguenze sociali, economiche e culturali di lungo periodo”.
“Investire nell’Ospedale del Bambino significa anche lanciare un messaggio sociale, culturale ed economico: la Sardegna è una terra che vuole accogliere e sostenere i suoi bambini e le loro famiglie. Per questo, parallelamente al percorso sanitario, dobbiamo inserire misure di sostegno alla natalità, come il potenziamento dei servizi di prossimità (asili nido, consultori, pediatria di comunità); le agevolazioni per le famiglie con figli; percorsi di accompagnamento alla genitorialità, anche in collaborazione con le associazioni e il terzo settore. Non possiamo pensare a un futuro ospedale pediatrico senza una strategia complessiva che favorisca la natalità e sostenga chi sceglie di avere figli in Sardegna”.
“La tavola rotonda alla quale ho preso parte ieri porta un titolo che sento profondamente: un impegno condiviso. La politica da sola non basta. Servono la collaborazione delle istituzioni sanitarie, delle università,delle società scientifiche, delle associazioni, delle famiglie. La Sardegna ha l’occasione storica di realizzare un progetto che unisca cura, ricerca e innovazione, e la Commissione Sanità garantirà il massimo impegno perché questo percorso proceda con tempi certi, risorse adeguate e con la trasparenza dovuta ai cittadini. L’Ospedale del Bambino deve diventare realtà: non solo come simbolo di eccellenza, ma come garanzia di equità. Ogni bambino sardo, a prescindere dal suo luogo di nascita, deve poter avere le stesse opportunità di cura. Grazie a tutti coloro che condivideranno con noi questa responsabilità” – conclude Fundoni.
E. C.
01 Ottobre 2025
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