"La possibilità di donare gli embrioni 'sovrannumerari' alla ricerca scientifica può essere utile per trovare nuove cure anche per gli stessi embrioni malati". Così Ermanno Greco, direttore del Centro di Medicina e biologia della riproduzione dell'European Hospital di Roma, commenta la decisione del Tribunale di Firenze di sollevare di fronte alla Consulta la questione di costituzionalità sul divieto dell'utilizzo degli embrioni prodotti in sovrannumero a fini di ricerca scientifica e sull'irrevocabilità del consenso informato della paziente ai trattamenti di fecondazione assistita, 'paletti' previsti dalla legge 40/2004.
“Nessuna coppia che, a seguito di diagnosi preimpianto, abbia scoperto di aver prodotto embrioni malati deve oggi sottoporsi obbligatoriamente all'impianto, perché è la coppia stessa che può decidere se effettuare o meno il trasferimento in utero”, evidenzia Greco. “L'obbligo dei centri di fecondazione assistita è comunque quello di congelare gli embrioni e di non distruggerli. Altra questione – conclude Greco – è poi che, sicuramente, l'obbligo di crioconservare gli embrioni risulta in contrasto con la possibilità che la donna ha di ricorrere all'aborto terapeutico in caso di gravi patologie fetali".