Iannelli (Favo): “Gemelli Cancer Center cambia approccio a malattia”
Una presa in carico globale, "attraverso i percorsi diagnostici-terapeutici-assistenziali (Pdta) che garantiscono le cure integrate e di alta qualità sotto ogni aspetto: clinico, nutrizionale, psicologico e terapeutico, fino al follow-up e quindi alla riabilitazione. Le organizzazioni di pazienti riunite nella Favo – continua Iannelli – apprezzano questo rinnovato impegno del Gemelli che rappresenta un importante cambiamento, anche culturale, nell'approccio alla malattia. Come infatti è stato dimostrato scientificamente, la presa in carico del paziente da parte di un team multidisciplinare, oltre a migliorare diagnosi, trattamento e cure, migliora la qualità della vita del malato, aumentando le chance di guarigione sempre tenendo presente un più efficace ed efficiente utilizzo delle risorse umane ed economiche in sanità".
"Sul modello dei Cancer Center statunitensi ed europei, il Gemelli – assicura il segretario Favo – può contare sul prezioso e insostituibile contributo delle associazioni dei pazienti, 'esperti dell'esperienza di cura', anche per definire i bisogni e le aspettative di base che i malati e i loro accompagnatori vorrebbero vedere soddisfatti dall’istituto lungo tutto il percorso terapeutico. Punti di forza di questo processo di umanizzazione delle cure sono proprio l'attenzione e l'assistenza per le ricadute anche psicologiche e sociali della malattia e l'utilità dei servizi informativi per pazienti e familiari".
Già dal 2015, ricorda Iannelli, presso il Gemelli è attivo il Punto di accoglienza e informazione dell'Associazione italiana malati di cancro, parenti e amici (www.aimac.it), che, con i 44 Punti operanti in 25 città, presso i maggiori centri di studio e cura del cancro, costituisce parte integrante del Servizio nazionale di accoglienza e informazione in oncologia (Sion) di Aimac. "Tutti i Punti sono uniformi per modalità di approccio al paziente e attività: oltre alla distribuzione gratuita del materiale informativo, utile a facilitare la relazione medico-paziente, i volontari del servizio civile afferenti ad Aimac, adeguatamente formati alla comunicazione in oncologia, accolgono i bisogni e le richieste dei malati e dei loro familiari anche al fine di individuare e proporre agli Istituti di cura le soluzioni utili a migliorare l'assistenza oncologica a 360 gradi", conclude.
23 Maggio 2019
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