Iardino (Donneinrete): “Interventi decisi per non perdere il ‘bene’ vaccinazioni”
Iardino ha infatti spiegato che dall’attività dell’associazione è emerso che diventa sempre più ampia la fetta di popolazione che è scettica nei confronti dei vaccini. “Molti li considerano poco utili, altri ne temono i rischi, spesso non comunicati. Non manca poi chi le ritiene soltanto un business per le aziende. L’esperienza dell’H1N1, lo scorso anno, ha contribuito a peggiorare le cose, ma la disaffezione cova nella pancia della popolazione da molto più tempo e ha ragioni molto più profonde”.
Secondo la presidente di Donneinrete, sembra quasi che la gran parte della cittadinanza si divida in due grandi categorie: quelli che avversano le vaccinazioni senza alcun razionale scientifico a supporto e quanti, invece, le subiscono passivamente. “Due atteggiamenti antitetici che probabilmente sono il sintomo di una grossa lacuna nel sistema di comunicazione. È un lusso che non possiamo permetterci. Soprattutto in questo momento, in cui si comincia a discutere concretamente dell’opportunità di abbandonare l’obbligatorietà delle vaccinazioni a favore di una scelta informata e consapevole da parte dell’utente. Un cambiamento di scenario già messo in atto con risultati positivi in Veneto, ma che potrebbe non sortire gli stessi effetti nel resto della Penisola”.
E non si tratta soltanto di fornire maggiori informazioni. Secondo la presidente dei Donneinrete è necessario “inaugurare un nuovo modello di comunicazione. I cittadini, oggi, si trovano infatti a districarsi tra una pluralità di fonti di informazione, molte delle quali considerate affidabili, che tuttavia propongono visioni diverse del problema. E ciò avviene in un mondo in cui la comunicazione è sempre più veloce. Immediata. È per questo che svecchiare il modo di comunicare, adeguandolo al nuovo contesto, è un imperativo a cui nessuno di noi può sottrarsi. A cominciare dall’organo che più di tutti è deputato a farlo, l’Istituto superiore di sanità”, che deve essere “il garante scientifico dell’informazione che circola nell’intera catena della vaccinazione: dalle Regioni, agli operatori sanitari, fino ad arrivare all’utente finale”.
In questo contesto, Iardino ha annunciato l’inizio di una collaborazione tra Donneinrete e l’Iss e il lancio, a breve, di un’indagine per capire quali sono le lacune di questa presa in carico di salute pubblica e per riuscire a far sì che le persone abbiano tutti gli elementi per prendere decisioni informate e consapevoli.
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10 Gennaio 2011
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