Il dibattito. “Bisogna puntare su condivisione e integrazione”
Le Case della Salute “rappresentano quindi un avamposto delle radicali trasformazioni in atto – ha sottolineato Narciso Mostarda, ds della Asl Roma H – Viene infatti introdotto un linguaggio del tutto nuovo e tutti i soggetti coinvolti devono impararlo pienamente. E per raggiungere questo obiettivo è ineludibile l’elaborazione di una formazione condivisa, incentrata su di un unico piano regionale”. Un nuovo approccio che “sia espressione del nuovo modo di fare salute in una logica di prevenzione – ha ragionato Rosario Mete, presidente di Card Lazio – Bisogna però che la Regione metta a disposizione le risorse necessarie, soprattutto per investire sulla formazione e per sbloccare il turn over. In caso contrario, si rischia un’implosione del sistema”.
Un intervento della Regione è stato chiesto a gran voce anche da Domenico Pellitta, segretario Sunas Lazio. “Le norme sin qui stabilite dalla Pisana vanno modificate e migliorate, poiché le case della Salute devono assolutamente prevedere gli adeguati servizi sociali, riconoscendo agli assistenti sociali funzioni e responsabilità. Allo stato attuale è stato invece stabilito che vengano coordinati dagli infermieri e questo è inaccettabile”. Pronta la risposta della Regione, con Gianni Vicario che sostiene come “non servano fondi aggiuntivi, dato che l’offerta è già sin troppo ricca. Il problema riguarda l’allocazione delle risorse e la rimozione delle sacche di inefficienza. Le risorse si possono liberare in modo intelligente, per esempio con un nuovo percorso per la gestione della patologia diabetica si risparmierebbe notevolmente”.
Ma non mancano i paradossi. “Nel Lazio c’è in discussione una legge sull’integrazione sociosanitaria che, però, non parla di Case della Salute – ha spiegato Giorgio Banchieri, coordinatore Siquas Lazio – Tutto ciò è totalmente privo di senso. Nel complesso serve un lavoro maggiore in termini di condivisione, coinvolgendo in maniera costruttiva tutti i soggetti. Manca, infatti, una visione regionale di welfare, che va riconvertito per creare le condizioni di sostenibilità. E, per farlo, l’univa via percorribile è costruire un meccanismo di governance solido e forte”.
Gennaro Barbieri
25 Marzo 2014
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Comparto Sanità. Firmato il contratto 2025-2027. Aumenti fino a 240 euro per gli infermieri, arriva il capitolo sull'IA e nuove tutele per il personale

Covid. Il silenzio di Fauci e il perdono di Biden. Ma il Quinto Emendamento non è un’ammissione di colpa

Caldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”

Senza scelte coraggiose il Ssn rischia di restare universale solo sulla carta. Manovra e non solo, ecco le sfide che attendono la sanità in autunno

Bimbo muore dopo vaccino contro meningite. Aperta inchiesta per stabilire cause

Comparto Sanità. Firmato il contratto 2025-2027. Aumenti fino a 240 euro per gli infermieri, arriva il capitolo sull'IA e nuove tutele per il personale

Paziente recupera la vista con trasloco biologico, SOI: “Molte domande restano senza risposta, serve rigore scientifico”

Ema. Via libera a 12 nuovi farmaci, tra cui impianto oculare rivoluzionario e primo orale per la psoriasi

Caldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”

Caldo, segnali di lenta ritirata dell'ondata: il 7 agosto restano 26 città da bollino rosso, l'8 scendono a 19