Il dibattito. Politica e società scientifiche: “Valorizzare la ricerca per mantenere al top rete trapiantologica italiana”
Altro elemento virtuoso del nostro sistema “è costituito indubbiamente dal Registro della patologia di insufficienza renale cronica attivato dal Ministero – sottolinea Giovambattista Capasso, presidente della Società italiana di nefrologia – Si tratta di un segnale incoraggiante che speriamo dia inizio a un nuovo processo di consapevolezza da parte della politica. Ricordiamoci inoltre che la migliore possibile tra le patologie dialitiche è stata sviluppata in Italia. La criticità su cui intervenire è invece legata agli eccessivi costi determinati dalle liste d’attesa”. Per migliorare la strada da imboccare è quella “dell’utilizzo dei dati scientifici, aspetto su cui lo studio Censis fornisce un apporto enorme – osserva Pasquale Berlocco, presidente della Società italiana trapianti d’organo – La nostra rete trapiantologica si conferma al top e rappresenta un esempio per tutta la sanità italiana. E per mantenerla a certi livelli bisogna sostenere la ricerca, come dimostrano i progressi compiuti nelle terapie per l’Epatite C”.
I risultati raggiunti non devono però “far perdere di vista l’obiettivo di una riallocazione delle risorse – ammonisce Claudio Rago, coordinatore per i trapianti della Regione Veneto – per colmare l’eccessivo scollegamento esistente tra i territori e il Centro nazionale trapianti. Con i trapianti si risparmia in termini di costi sociali per la collettività e si guadagna la possibilità di costruire un reinserimento molto più efficace per i malati”. E, sempre nell’ottica di rimuovere le disomogeneità territoriali, “la strada maestra da percorrere è quella di una modifica al Titolo V che – evidenzia Valentina Paris, presidente dell’Associazione nazionale emodializzati – ha provocato conseguenze disastrose per molte regioni. E’ inaccettabile il turismo sanitario cui sono costretti in molti, perché tutti i pazienti, a prescindere dalla provenienza geografica devono disporre delle stesse possibilità. E c’è ancora molto da lavorare in questo senso”.
Gennaro Barbieri
17 Dicembre 2013
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