Il ginecologo: “Caldo estremo influenza fertilità e salute riproduttiva”
L’inquinamento atmosferico e i cambiamenti climatici minacciano sempre più la capacità riproduttiva umana, incidendo negativamente sulla fertilità. A evidenziarlo è un recente documento pubblicato dall’ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology), che sintetizza le evidenze scientifiche più aggiornate sul tema. Fino a mercoledì a Parigi si tiene il congresso annuale della società scientifica, in giorni di temperature estreme sia in Italia, che nella stessa capitale europea, dove domani sono attesi 38° gradi.
Secondo il rapporto, l’innalzamento delle temperature e l’aumento dell’inquinamento atmosferico sono associati a un peggioramento della qualità del seme maschile, con alterazioni nei parametri spermatici, riduzione del numero di spermatozoi e danni al DNA. Anche la riserva ovarica nelle donne può essere ridotta, con impatti negativi sul potenziale riproduttivo spontaneo e sulla risposta ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA). Il report evidenzia come circa 3 miliardi di persone nel mondo vivano in aree ad alta vulnerabilità climatica, con impatti su donne in gravidanza, bambini, anziani e soggetti con malattie croniche.
Secondo il dott. Alberto Vaiarelli, ginecologo specialista in medicina della riproduzione e coordinatore scientifico del centro Genera di Roma, “Negli ultimi anni, nella nostra pratica clinica, abbiamo osservato un crescente numero di casi in cui le cause dell’infertilità appaiono sempre meno riconducibili a fattori individuali e sempre più legate a elementi ambientali. Tutto quello che noi facciamo, il modo in cui viviamo sicuramente ha un’influenza sulla fertilità. L’inquinamento atmosferico e l’ipertermia ambientale sono fra le variabili che progressivamente potrebbero stare minando la salute riproduttiva, sia maschile che femminile”. Vaiarelli sottolinea il ruolo chiave della temperatura testicolare nei soggetti maschi: “Anche un aumento di soli 1-2 gradi può compromettere la spermatogenesi. Studi clinici e di laboratorio dimostrano un calo significativo del numero e della motilità degli spermatozoi in presenza di esposizioni croniche a temperature elevate.”
L’Italia, in queste settimane, è stretta in una morsa di calore eccezionale, con temperature che in molte aree del Centro-Sud hanno superato stabilmente i 40°C. Secondo Vaiarelli: “L’ondata di calore che sta colpendo il nostro Paese non è solo un disagio climatico: è un fattore di rischio concreto per la salute riproduttiva. Certo, non è il solo, ma è sicuramente qualcosa su cui dobbiamo tenere alta l’attenzione”.
L’ESHRE, nel documento, invita a politiche rapide e coordinate per ridurre le emissioni di COâ‚‚ e migliorare la qualità dell’aria entro i prossimi 20 anni, in linea con il Green Deal europeo. Viene inoltre sollecitato un investimento massiccio nella ricerca sugli effetti dell’inquinamento sulla fertilità per orientare meglio la prevenzione. “In un mondo che cambia, anche la salute riproduttiva chiede protezione. E il cambiamento climatico non è solo una minaccia per l’ambiente: è una sfida per la sopravvivenza stessa della specie umana, che peraltro sta perdendo la spinta a procreare per una serie di motivi sociali ed economici”, conclude il ginecologo.
30 Giugno 2025
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