Il programma sanità di LeU: “La salute non si paga”
La salute non si paga, deve ritornare ad essere un diritto per tutti
12 milioni di italiani rinunciano alle cure a causa di costi sempre più elevati, di ticket che superano il prezzo delle prestazioni private, di liste d’attesa troppo lunghe, della mancanza di presidi sanitari sul territorio. Bisogna interrompere questa privatizzazione di fatto del sistema sanitario e riportare il finanziamento alla sanità nella media europea. Una specifica emergenza riguarda il Sud, dove l’aspettativa di vita è tornata a essere quella del dopoguerra e l’emigrazione sanitaria tocca livelli record. Vanno sostenute scelte che aiutino a migliorare la salute di tutti noi: riconversione verde delle industrie, lotta all’inquinamento urbano, prevenzione degli incidenti sul lavoro, educazione alimentare.
Proponiamo:
- abolizione del superticket e riduzione dei ticket, per impedire chei costi siano più alti nel pubblico che nel privato
- assunzione di almeno 40 mila medici e operatori sanitari e investimenti in strutture e tecnologie, per garantire su tutto il territorio nazionale il diritto alla salute (con un’attenzione specifica agli organici della guardia medica)
- piano per la formazione dei medici di famiglia e dei pediatri: se non si agisce ora, il sistema entrerà in crisi nei prossimi 4 anni
- sostegno alla diffusione dei farmaci generici per abbattere i costi per i cittadini (l’Italia è al penultimo posto in Europa nell’impiego dei farmaci generici)
- stipulare nuovamente i contratti nazionali della medicina dei servizi, per rafforzare servizi di vaccinazioni, agli anziani, i consultori… e le altre strutture territoriali
- piena attuazione della legge 194 sull’interruzione della gravidanza
- piano di azione specifico per la salute mentale: in Italia la sofferenza psicologica è aumentata a partire dagli anni della crisi economica
06 Febbraio 2018
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Case della Comunità: stop al medico che lavora da solo. Agenas pubblica le linee d’indirizzo sulle équipe multidisciplinari. Dalla leadership condivisa al monitoraggio degli esiti. Ecco le novità

Prime applicazioni della nuova disciplina in materia di rivalsa a seguito di colpa medica

Sulla crisi del Ssn pesa gravemente l’inerzia ormai storica e strutturale dell’azione di governo

L’Europa accelera sull’intelligenza artificiale in sanità: l’Italia tra i Paesi più attivi, ma formazione e governance restano le vere sfide. Il report Oms

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci