Il welfare italiano in scena a Bologna. Si apre il Forum per la non autosufficienza 2013
Nelle due giornate di lavoro 700 operatori (medici, assistenti sociali, infermieri, operatori socio-sanitari, professionisti della sanità, studiosi della sanità, direttori e dirigenti di strutture ospedaliere, amministratori pubblici…) si incontreranno per parlare di management strategico delle aziende, servizi alle persone, livelli essenziali delle prestazioni (LEA), diagnosi sociale, leadership nelle RSA, disabilità e domiciliarità. Di tutte le prestazioni che, dunque, compongono il welfare e la sanità italiana e che devono fare i conto con un momento critico e difficile, nel quale, però, alla 'depressione' deve assolutamente fare da contraltare una vera strategia d'azione.
Lo conferma anche il professor Cristiano Gori, direttore di Welfare Oggi e docente presso l'Università Cattolica di Milano. “Il rapporto per la prima volta ci dice che l'offerta non aumenta più ma inizia a diminuire – ha detto Gori – Questo non era mai successo prima, e abbiamo dati molto chiari: diminuzione degli utenti nell'indennità di accompagnamento e negli assegni di cura degli enti locali, ma anche nei servizi. Il messaggio fondamentale è che lo scenario sta cambiando, e il rapporto prova a realizzare in pratica il significato della riduzione dei servizi e il suo impatto sugli utenti. Al ForumNA racconteremo i numeri della crisi e poi proveremo a proporre una mappa delle principali conseguenza di questa riduzione dei servizi. Da una parte – ha proseguito Gori – vogliamo fare un quadro sulle conseguenze della crisi, ma non essere per forza pessimisti sul domani. Per questo, nella seconda parte della plenaria, cercheremo di individuare le possibili risposte alla crisi sia a livello di singoli operatori che di miglioramenti delle complessive politiche di welfare. E' questo il marchio di fabbrica del nuovo Forum: mantenere lucidità ma non deprimersi, anzi ragionare per costruire un futuro migliore partendo dai dati".
Le sfide da vincere e i messaggi da lanciare, quindi, sono molteplici. Tre, in particolare, quelli evidenziati da Gori: 1) come trovare adeguate risorse, e qui si parte dai dati ma anche dalla politica perché senza un maggior finanziamento pubblico non avremo mai servizi che funzionano; 2) come non rinunciare alla presa in carico, ossia tutto quello che è la costruzione del rapporto con la famiglia e la verifica nel tempo di un progetto, visto che qui i tagli sono stati pressoché totali e hanno avuto ricadute pesanti sui servizi; 3) come mantenere la qualità dei servizi, che purtroppo si sta abbassando in diverse regioni italiane e spesso succede senza neppure accorgersene.
20 Novembre 2013
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