5 indicatori per il monitoraggio e tampone rapido per attestare positività. Ecco le proposte delle Regioni
Per questi motivi le Regioni propongono di utilizzare solo 5 indicatori:
1. Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese. (2.1) (Inserire anche i test antigenici rapidi, altrimenti il denominatore è errato).
2. Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data ospedalizzazione 1.1 e 1.2. (3.2)
3. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19. (3.8)
4. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19. (3.9)
5. Possibilità di garantire adeguate risorse per contact-tracing, isolamento e quarantena (2.4) Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.
Ma non solo monitoraggio le Regioni tornano a chiedere di modificare la definizione di caso confermato che può arrivare anche solo con il tampone rapido antigenico e senza bisogno della conferma del molecolare.
“Si ritiene essenziale ed urgente – si legge nel documento – definire che, alla luce dell’elevata specificità del test, in presenza di un test antigenico rapido positivo, non sia prevista la conferma con test di biologia molecolare (RT-PCR): in presenza di un test positivo anche in assenza di sintomi sospetti, vanno avviate con tempestività tutte le azioni di sanità pubblica necessarie a contenere la diffusione di SARS-CoV-2 (isolamento del positivo, contact tracing e quarantena dei contatti). L’eventuale esecuzione del test di biologia molecolare potrà essere riservato ai soggetti per cui si renda necessario per finalità cliniche e terapeutiche, non di sanità pubblica. Si evidenzia, infine, la necessità di indicazioni precise da parte del Ministero della Salute sui prodotti da utilizzare in modo da avere omogeneità di valutazione a livello nazionale”.
I governatori chiedono poi “per la tempestività e rapidità di utilizzo, di raccomandare prioritariamente l'utilizzo del test rapido antigenico: considerata la probabilità pre-test, alla luce dello scenario epidemiologico attuale, è necessario evitare di ritardare gli urgenti interventi di sanità pubblica in attesa dell’esito di un test di biologia molecolare. In considerazione della sensibilità del test è possibile, su valutazione del medico, prevedere eventualmente il test di biologia molecolare solo per i casi risultati negativi al test antigenico rapido e che presentano un forte sospetto clinico”.
Luciano Fassari
17 Novembre 2020
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