Integratori. Italia: vendite tra i primi paesi in Europa Occidentale. Ghiselli (CRA-NUT): “Uso a volte indiscriminato”
Rispetto alla parafarmacia, supermercati e ipermercati, la farmacia resta il canale di vendita preferenziale, contando circa 111 milioni di confezioni vendute, con un leggero aumento dei prezzi (1,3%) nell'ultimo anno. Tra i paesi che fanno maggior uso di questi prodotti, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Italia, che alla fine dell’anno 2012 risultava al primo posto nella classifica dell’Europa Occidentale per vendita di integratori alimentari.
Ma qual è il punto di vista dell'esperto? “A volte, si fa un uso un po' troppo leggero degli integratori e indiscriminato delle vitamine, pensando che facciano sempre bene”, ha spiegato al nostro giornale Andrea Ghiselli, Dirigente di Ricerca presso il CRA-NUT (Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione del CRA, Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura). “In situazioni particolari, però, questo uso è molto appropriato. Ad esempio l’integrazione di acido folico nelle donne durante il periodo peri-concezionale, cioè due mesi prima e tre mesi dopo aver concepito un figlio, ha un ruolo molto importante. La supplementazione di vitamina B12 è essenziale nei vegani, che non consumano nessun alimento di origine animale. Inoltre, il ferro è fondamentale negli anemici, ma del tutto inappropriato nelle persone che non hanno indicazione”. L’intervento migliore, laddove possibile, è dunque l’integrazione mediante alimenti, soprattutto frutta e verdura. “Gli antiossidanti degli alimenti 'prolungano la vita degli alimenti', gli antiossidanti che prolungano la vita dell’uomo sono quelli appartenenti all’uomo”, ha concluso Ghiselli.
Viola Rita
27 Febbraio 2014
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