Intervista a Melis (Sigo): “Visto il parere del Css, ci aspettavamo il test ma basta quello delle urine”
“In parole semplici – continua Melis – se si prende nel momento sbagliato, ovvero ad ovulazione già avvenuta, il farmaco non può più interferire con la gravidanza e diventa inutile”.
È lecito chiedersi se ellaOne potrebbe portare problemi, nel caso la gravidanza non dovesse essere scongiurata per un’assunzione tardiva, al feto e dunque al nascituro. Ma risultati internazionali sembrano già indicare che non c’è rischio neanche in questo senso. “I dati finora disponibili – conferma Melis – sembrano dimostrare che non ci sia effetto teratogenico del farmaco”.
“Questo contraccettivo di emergenza è un attivatore dei recettori del progesterone, e la sua azione è dunque specifica per questi ultimi. Per questo in realtà la concentrazione assoluta di principio attivo è relativamente bassa. Infatti il farmaco quasi non dà effetti collaterali: causa meno nausea del Levonorgestrel, e non provoca il gonfiore che ogni tanto si manifesta con la pillola del giorno dopo”, ha continuato Melis. “In sostanza l’effetto collaterale più grande di ellaOne è quello che possa fallire!”, ci ha detto ancora con una battuta.
Nonostante la sicurezza di ellaOne e il fatto che non si tratta di una pillola abortiva, il Consiglio superiore di sanità ha suggerito che il medico prescrittore, prima di rilasciare la ricetta medica, debba avere la sicurezza che non ci sia gravidanza in atto. L’Aifa, considerando questo parere, sembra aver incluso nella delibera che verrà pubblicata a breve anche l’indicazione che la prescrizione del farmaco sia preceduta da un test di gravidanza. “Ce lo aspettavamo, soprattutto dopo il parere del Css, anche se negli altri Paesi dove è in uso da anni non è previsto l’obbligo del test in quanto, come abbiamo più volte già sottolineato, esso non appare giustificato da evidenze scientifiche”, ha commentato Melis.
“In ogni caso la prima cosa che si fa nelle cliniche è un test di gravidanza su urine specifico, il test beta hcg. È un metodo semplicissimo, che non solo dice se è in atto una gravidanza, ma anche da quanto tempo è in atto. Ad oggi non è necessario, ad esempio, che i test siano ematici, perché i dosaggi ormonali emergono anche da test che si fanno sulle urine. Questi possono dare le prime indicazioni corrette addirittura a qualche ora dall’eventuale annidamento, quando vengono prodotti i primi ormoni”. "E i test in commercio oggi – ha concluso Melis – sono assolutamente adeguati a questo scopo, anche senza dover ricorrere a quelli fatti sul sangue in laboratorio.”
Laura Berardi
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11 Novembre 2011
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