Intervista a Walter Ricciardi: “Iniziamo a vedere i primi risultati negativi del ‘non fare’ degli ultimi anni”
Professore che quadro emerge dall’ultima edizione di Osservasalute?
È un decennio che monitoriamo la salute degli italiani e le posso dire che per la prima volta quest’anno iniziamo a vedere gli effetti di alcuni allarmi che in passato sono stati inascoltati.
In che senso?
Le faccio un esempio. Abbiamo una percentuale del 15% di aumento dei tumori prevenibili. Sono cifre importanti e poi vediamo come ciò si verifica soprattutto nelle regioni che fanno meno prevenzione. C’è poi per esempio il tumore al polmone. La legge antifumo non basta più.
Cioè?
La legge Sirchia è stato un passo fondamentale, ma è trascorso del tempo e oggi vediamo che la quota di fumatori si è stabilizzata. Bisogna fare prevenzione e realizzare una vera campagna martellante antifumo. Perché, diciamocelo, non si è mai fatta veramente.
Dal rapporto sembra evidenziarsi un peggioramento degli stili di vita.
Sui 4 principali fattori di rischio (fumo, alcol, sedenterietà, alimentazione sbagliata) non ci sono dati incoraggianti. Sul fumo come dicevamo ci aspettiamo di più, sull’alimentazione basta il dato che ci vede come il Paese con il numero più alto di bambini obesi. C’è poi l’attività fisica. Siamo quelli che ne fanno meno al mondo. Un’ora di ginnastica a scuola in una settimana nemmeno fa bruciare nemmeno una merendina. Sull’alcol va meglio. I consumi calano. Ma preoccupa il fenomeno del binge drinking.
La crisi sembra mordere di più la salute delle donne?
Si è ridotta la forbice della speranza di vita tra uomini e donne. E abbiamo notato che le donne non adottano comportamenti protettivi (fumano e non fanno prevenzione) e risentono molto degli effetti della crisi. E questo è il principale fattore che contribuisce a ridurre la forbice.
Professore ci diceva che dobbiamo investire ma per quest’anno vi sarà una riduzione del Fondo sanitario 2015. C’è qualcosa che non quadra?
Diciamo le cose come stanno. Il Ministro Lorenzin e il Governo avevano stanziato degli aumenti. Le Regioni dopo la legge di Stabilità (-4mld) hanno deciso di tagliarne 2 sulla sanità. È chiaro, è gravissimo. Ma leggo l’invito del presidente Chiamparino alle camere per calendarizzare riordino governance della sanità come un segnale positivo. Forse le Regioni non erano pronte a subire i 4 mld i tagli e hanno ridotto il Fondo, ma si sono rese conto che c’è bisogno di risorse per la sanità.
Quali quindi le direttrici per invertire il trend?
Tre priorità. In primis investimenti per la prevenzione, soprattutto nei giovani. Pensi che sono in un aumento le malattie sessualmente trasmissibili, come la sifilide e l’Aids. Poi investimenti per l’empowerment del paziente che in molte aree del Paese di fatto non sa nulla. E poi c’è la riorganizzazione dei servizi. Il Patto per la Salute va realizzato. Certo, l’inizio non è stato entusiasmante ma sono convinto che oggi tutti abbiano capito l’importanza della sanità.
Luciano Fassari
30 Marzo 2015
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