Kluge (Oms Europa): “Rammarico per uscita Usa, tempo di ripensare Oms agile e politicamente neutrale”
Dopo la notizia dell’uscita ufficiale degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, accusata dal presidente Donald Trump di essere troppo politicizzata, ci si chiede quale sarà la reazione dei vertici Oms ad una decisione che inficia, tra le altre, la sostenibilità economica dell’ente.
Lo scorso 14 gennaio, durante l’evento in Senato “La salute al primo posto: un futuro che costruiamo insieme”, organizzato dal senatore Francesco Zaffini, il direttore Oms Europa Hans Henri Kluge – interpellato sull’incombente uscita degli Usa – aveva commentato così ai microfoni di Quotidiano Sanità.
“Gli Stati Uniti d’America e il popolo degli Stati Uniti d’America hanno contribuito molto all’Oms. È uno dei paesi fondatori. Quindi ci rammarichiamo molto di questa decisione” è la conferma del direttore Oms Europa.
“Ma continuiamo a dialogare. Credo che il dialogo sia la cosa più importante. Non è una questione che riguarda solo gli Stati Uniti d’America. Vediamo che anche gli altri principali donatori occidentali alle Nazioni Unite stanno diminuendo il budget, perché ci sono nuove realtà geopolitiche. Quindi la mia visione è che sia il momento di ripensare e reimmaginare l’Oms come un’organizzazione molto agile e moderna, basata sull’evidenza e politicamente neutrale” aveva aggiunto.
“A volte c’è un po’ di incomprensione tra i paesi e tra i cittadini, come se l’Oms stesse dicendo ai paesi cosa fare. Questa non è l’Oms. Stiamo fornendo prove, dati e ogni paese ha la sua sovranità e decide cosa fare. Ma stiamo raccogliendo, analizzando i dati, scambiando buone pratiche. E se un Paese ci chiedesse di fornire assistenza per adattarla al contesto specifico del Paese, per contribuire a risolvere un particolare problema sanitario, saremmo molto, molto felici di farlo” aveva concluso Kluge.
https://youtu.be/_H9B_fxfegI
G.F.
23 Gennaio 2026
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