La replica di Draghi alla Camera: “Sui vaccini scelta europea giusta ma ora accelerare”
Così il presidente del Consiglio Mario Draghi interveneto il pomeriggio in aula alla Camera in vista del prossimo consiglio europeo.
"Più generalmente – l'ho già detto, questo – il coordinamento europeo va cercato, bisogna far di tutto per rafforzarlo, ma se non funziona bisogna trovare altre strade. Quindi, in questo senso parlo di pragmatismo, ma in un senso positivo nei confronti dell'Europa. Non metto la ricerca di altre strade prima dell'Europa: non c'è nessun vantaggio e questo perché, come ho detto all'inizio, la scelta europea è stata giusta".
"L'Italia, rispetto a questa situazione – ha aggiunto – ha mostrato che, in un certo senso, la sua azione è fondata su tre pilastri: primo, il rispetto, da parte delle compagnie internazionali multinazionali, le società produttrici di vaccini, degli accordi, secondo, le sanzioni se questi accordi non sono rispettati e, terzo, la sostituzione, la pronta sostituzione dei vaccini mancanti con altri tipi di vaccini. Quel che è successo da noi è che c'è stato effettivamente un giorno in cui la vaccinazione è scesa, è scesa abbastanza, ma non è sparita, e il giorno dopo la mancanza è stata quasi compensata da altri vaccini. Quindi sono, in un certo senso, questi i tre pilastri della nostra azione".
Poi, intervenendo sul caso dei lotti di vaccino AstraZeneca ad Anagni ha spiegato: "Una parola a proposito della questione dei milioni di dosi trovati. Dunque, sabato sera ricevo una telefonata dalla Presidente della Commissione Europea, segnalandomi questi vaccini, alcuni lotti, le identità di alcuni lotti che non tornavano nei conti della Commissione e che sarebbero stati giacenti presso lo stabilimento della Catalent, che è una società che infiala i vaccini, di Anagni. Mi si suggeriva di ordinare un'ispezione. La sera stessa ho chiesto al Ministro Speranza di mandare i NAS che da lui dipendono; sono andati immediatamente alla fabbrica e la mattina, dopo aver lavorato tutta la notte, hanno identificato effettivamente quei lotti che erano in eccesso. A quel punto i lotti sono stati bloccati, oggi, ne sono partiti due, ma sono stati spediti in Belgio, quindi all'interno dell'Unione europea, alla casa madre AstraZeneca. Dove andranno da lì io non lo so, però intanto la sorveglianza continua per i lotti rimanenti".
24 Marzo 2021
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