La spesa sanitaria: in Italia spesa procapire di 2.282 euro
– La crescita nella spesa sanitaria pro-capite è diminuita nel 2010 in quasi tutti gli stati europei, invertendo il trend di costante aumento degli ultimi decenti. La spesa aveva già cominciato a diminuire nel 2009 nelle nazioni più colpite dalla crisi (ad esempio Estonia e Islanda). Successivamente tagli più profondi sono però stati effettuati in tutti gli Stati. In media nell’Unione Europea la spesa pro-capite è aumentata costantemente del 4,6% ogni anno nel periodo tra il 2000 e il 2009, per poi crollare al -0.6% nel 2010.
IN ITALIA: la crescita della spesa tra il 2000 e il 2009 è stata dell’1,3%, nel 2010 è scesa all’1%.
–Riduzioni della spesa pubblica sono state effettuate in diversi modi, tra cui il taglio agli stipendi o al personale, l’aumento della spesa diretta dei cittadini per la salute (sia per servizi che per farmaci), l’imposizione di profonde revisioni del bilancio agli ospedali. Ma si è anche cercato di limitare gli sprechi e le inefficienze.
– Come risultato del segno negativo nella crescita della spesa sanitaria nel 2010, le percentuali rispetto al Pil dedicate alla salute sono rimaste stabili o sono diminuite in molti paesi europei. Nel 2010, in media gli Stati Ue hanno infatti speso in totale all’incirca il 9% rispetto al valore complessivo dei loro Pil nella Sanità, più che nel 2000 (7,3%), ma meno che nel 2009 (9,2%). L’Olanda è quella che ha speso di più rispetto al suo Pil (12%), seguita da Francia e Germania (11,6%).
IN ITALIA: nel 2010 il nostro paese ha speso in salute il 9,3% rispetto al Pil.
– In termini di soldi spesi pro-capite, l’Olanda ha speso per i suoi cittadini più di tutti gli altri paesi europei (3890€), seguita da Lussemburgo (3607€) e Danimarca (3439€). Bulgaria e Romania hanno invece speso meno di tutti, circa 700€ a cittadino. La media Ue è stata di 2.171€.
IN ITALIA: la spesa pro-capite si è aggirata sui 2.282€ per ogni abitante.
– Il settore pubblico è stato quello che ha fornito più finanziamenti in tutte le nazioni europee, eccetto Cipro. Nel 2010, in media circa tre quarti (73%) di tutta la spesa per la salute in Europa è stata accumulata tramite finanziamenti pubblici, che superavano l’80% in Olanda, paesi nordici (eccetto la Finlandia), Lussemburgo, Repubblica Ceca, Gran Bretagna e Romania. Il settore pubblico che ha finanziato meno è stato invece quello di Cipro (43%), seguito da Bulgaria, Grecia e Lettonia (55-60%). La crisi economica ha colpito però sia i finanziamenti pubblici che quelli privati. I tagli sono avvenuti sia a livello di beni che di servizi, spesso insieme ad un aumento della percentuale delle spese dirette dei cittadini. In Irlanda, ad esempio, il finanziamento pubblico è diminuito quasi del 6% tra il 2008 e il 2010.
IN ITALIA: la percentuale di spesa sanitaria finanziata da fondi pubblici è stata del 7,4%, pari all'80% del totale della spesa sanitaria.
– L’aumento delle spese out-of-pocket è stata una delle conseguenze del taglio dei finanziamenti in molti paesi. Nel 2010 questo tipo di spesa è stato pari al 49% a Cipro, al 43% in Bulgaria e al 38% in Grecia, dove le percentuali sono le più alte d’Europa. Il minor numero di pagamenti out-of-pocket è invece avvenuto in Olanda (6%), Francia (7%) e Gran Bretagna (9%).
IN ITALIA: la spesa privata out-of-pocket è stata il 18% del totale.
16 Novembre 2012
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