Lorenzin: “Dall’Ocse giudizio complessivamente positivo sulla sanità italiana”
“L’Ocse – prosegue il Ministro – evidenzia come il nostro Paese si conferma ai vertici mondiali per l’aspettativa di vita, rimarca come siano buoni gli indicatori di salute sulle principali patologie e sottolinea l’elevata qualità delle cure che ogni giorno vengono offerte ai nostri cittadini. In questo scenario l’Organizzazione segnala anche le tante sfide future che ci attendono e su cui ho lavorato in questi anni”.
“Penso prima di tutto – continua Lorenzin – all’invecchiamento della popolazione, un tema che abbraccia il futuro della nostra società e su cui come Ministro della Salute ho messo in campo misure e risorse ingenti, penso alle numerose prestazioni introdotte con nuovi Lea (che erano vecchi di 16 anni), al Piano nazionale demenze, al Piano cronicità e ai fondi per i farmaci innovativi e oncologici. Tutte misure che hanno disegnato le strategie per intercettare e soddisfare i nuovi bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana”.
“Altro tema delicato – sottolinea il Ministro della Salute – su cui siamo intervenuti riguarda la grave questione dell’antibiotico resistenza, tema che l’Italia ha portato anche al centro dell’agenda del G7 Salute di Milano, e per cui è stato varato una settimana fa un innovativo Piano d’azione con misure specifiche (che coinvolgono tutti gli attori: dalle strutture ospedaliere, ai medici, fino ai pazienti) per evitare gli abusi, incentivare la ricerca e soprattutto spingere ad un utilizzo più appropriato degli antibiotici, una freccia preziosa contro le infezioni che non possiamo permetterci di vedere spuntata”.
“Le sfide, come dicevo, sono plurime – evidenzia Lorenzin – ma è innegabile che un tassello fondamentale sia quello di lavorare incessantemente sulla prevenzione, a partire dai giovani. La prevenzione è la prima arma di salute che ha ognuno di noi ed ecco perché in questi anni abbiamo spinto al massimo per promuovere i corretti stili di vita: da una sana alimentazione fino alle campagne contro il fumo, l’abuso di alcol, senza ovviamente dimenticare il Piano nazionale e la Legge sui vaccini, e le numerose iniziative supportate per quanto riguarda l’adesione agli screening e sulla salute della donna, per cui ho istituito una Giornata nazionale”.
“In questo quadro – rimarca il Ministro della Salute -, e come giustamente sottolinea anche l’Ocse nel suo report, rimane sul tappeto l’annosa questione delle disuguaglianze regionali, aumentate dopo la riforma del Titolo V della costituzione del 2001. In particolare l’Ocse vede come una sfida la capacità delle regioni di applicare in modo omogeneo le riforme di sistema che sono state finanziate e messe in campo. In questo senso, a costituzione vigente, dove ricordo le regioni hanno nella sanità la loro principale mission, abbiamo cercato di coinvolgerle (nei limiti delle competenze del ministero) con il Patto per la Salute prima e poi con la creazione della Task force degli ispettori, con i Piani di efficientamento degli ospedali e con l’introduzione di nuovi criteri di selezione dei manager puntando su qualità ed esperienza e non su meri fattori discrezionali. Ora l’auspicio è quello che nei prossimi 5 anni, insieme alle regioni, si possa raggiungere tutti insieme l’obiettivo di avere cure uniformi su tutto il territorio nazionale”.
“Le questioni da risolvere – conclude – , come dicevo, sono ancora molte ma è innegabile come in questi anni si siano fatte molte riforme (come non se ne facevano da anni) che hanno gettato le basi per rendere il nostro Ssn sempre più efficiente e sostenibile anche nel futuro. Ora dobbiamo consolidare il lavoro fatto e il giudizio positivo di oggi emerso dall’Ocse, così come le criticità, ci deve far ben sperare anche per il domani della nostra sanità”.
10 Novembre 2017
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