Lorenzin (PD): “Il negazionismo climatico frena le politiche necessarie per mettere in sicurezza popolazioni e territori”
“Le parole dell’OMS devono essere prese molto sul serio. Quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che le ondate di calore rappresentano ormai un’emergenza sanitaria, non siamo più di fronte a un tema ambientale o meteorologico, ma a una questione che riguarda direttamente la salute delle persone, la tenuta dei sistemi sanitari e la sicurezza delle nostre comunità.
Negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200.000 decessi nell’area OMS Europa, che comprende un territorio ben più vasto del solo continente europeo. I dati sono drammatici. I più esposti sono gli anziani, le persone fragili, i malati cronici, ma anche chi lavora all’aperto, dagli operai agli agricoltori. Non possiamo continuare a considerare questi eventi come fenomeni eccezionali: sono ormai una componente strutturale della realtà con cui dobbiamo imparare a convivere e che dobbiamo governare attraverso una programmazione adeguata.
L’Italia è uno dei Paesi più anziani del mondo. Per questo le politiche di adattamento climatico devono entrare stabilmente nella programmazione sanitaria nazionale e regionale. Servono sistemi di allerta precoce, reti territoriali capaci di monitorare gli anziani soli e fragili, piani specifici per le RSA, per la medicina generale, per l’assistenza domiciliare e per le Case della Comunità. La prevenzione non può iniziare quando arriva il bollino rosso: deve essere costruita e rafforzata durante tutto l’anno.
Ma il cambiamento climatico non produce effetti soltanto sulle ondate di calore. L’aumento delle temperature modifica la diffusione di vettori e malattie infettive, favorisce la comparsa di nuove zoonosi e mette sotto pressione le produzioni agricole, la sicurezza alimentare e la disponibilità delle risorse idriche. È esattamente per questo che da anni sosteniamo un approccio One Health, che considera la salute umana, animale e ambientale come parti di un unico sistema.
Difendere la salute significa oggi investire contemporaneamente in prevenzione, ricerca, sorveglianza epidemiologica, agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare e resilienza dei territori. Non possiamo permetterci di rincorrere le emergenze: dobbiamo anticiparle.
La crisi climatica è ormai una delle principali sfide di salute pubblica del XXI secolo. Ignorarla significherebbe mettere a rischio la salute delle persone, la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e il futuro delle prossime generazioni.”
23 Giugno 2026
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