M5S: “Lo stato prende tempo noi vogliamo giustizia”
“Ci riteniamo solo parzialmente soddisfatti – si legge nella nota – per le risposte ricevute ieri dal sottosegretario alla Salute Paolo Fadda rispetto a una questione, quella del sangue infetto, che da troppi anni aspetta giustizia da parte di uno Stato colpevolmente latitante”.
I deputati del Movimento 5 Stelle spiegano che “la vicenda affrontata è quella del contagio dovuto a trasfusioni di sangue e farmaci emoderivati infetti che, tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ’70, causò la malattia, fino in alcuni casi alla morte, di numerose persone. A seguito di tali fatti hanno avuto luogo cause legali nelle quali, riguardo all’avvenuto contagio, veniva chiamata in causa la responsabilità del Ministero della Salute”.
A suo tempo, prosegue la nota, “il dicastero decise di risolvere la controversia in via stragiudiziale. Tutto questo fino a quando, con il decreto ministeriale 4 maggio 2012, il Ministero della Salute ha inspiegabilmente escluso dalla transazione molti malati, o loro eredi, motivando la decisione con avvenuti limiti di prescrizione non previsti dalla legge. Le persone che si sono ammalate e sono morte a causa di negligenze del Servizio Sanitario e hanno interrotto i procedimenti giudiziari, preferendo percorrere la strada della trattativa, con un atto d’arbitrio sono state escluse dalla stessa”.
“Al sottosegretario – ribadiscono i deputati del M5S – ieri abbiamo pertanto chiesto di modificare quella parte del decreto attuativo, così da abrogare la parte della norma in cui si esclude la transazione di chi abbia fatto causa per risarcimento danni oltre i termini dei 5 anni dal riconoscimento del danno biologico, e dei 10 anni dall’avvenuto decesso del soggetto danneggiato. Riteniamo la risposta ricevuta da Fadda insufficiente, in quanto generica”.
E spiegano il perché della loro insoddisfazione. “L’intervento del sottosegretario infatti si è concluso così: “vista la delicatezza e complessità della materia, il Governo ha necessità di un ulteriore e proficuo tempo per una valutazione più puntuale della problematica, che come è noto, è risalente nel tempo, e per un confronto con le associazioni dei danneggiati”. Una risposta non soddisfacente rispetto alla quale abbiamo sottolineato come tutti i soggetti coinvolti siano vittime dell’inefficienza del SSN e, pertanto, non può essere negato loro il risarcimento per il danno subìto. Al sottosegretario abbiamo inoltre ricordato che, dal punto di vista finanziario, il raggiungimento di una trattativa stragiudiziale con i soggetti danneggiati avrebbe comportato da parte dello Stato un esborso inferiore a quella che i giudici hanno riconosciuto nel procedimento di risarcimento danni.
Sulla questione del sangue infetto questo è solo il primo passo: sarà nostro impegno incontrare le associazioni dei danneggiati, i diretti interessati e tutti coloro che vorranno collaborare per riuscire a raggiungere dei risultati concreti che possano rendere giustizia alle vittime”.
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02 Agosto 2013
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