Ma Farmindustria avverte: “Farmaceutica italiana sta rallentando, attenzione a misure che frenano crescita”
“Oggi, che in tutto il mondo, a seguito della pandemia, è stata riconosciuta l’importanza della filiera della salute, assistiamo a una gara a livello globale per attirare investimenti, come quelli nella farmaceutica, considerati strategici per lo sviluppo e la sicurezza nazionale. Ecco perché è fondamentale essere efficaci e veloci per non perdere terreno nella competizione internazionale.
Il nostro Paese – aggiunge Scaccabarozzi – che può contare su una presenza industriale di rilievo deve continuamente mettersi in gioco, anche se negli ultimi 10 anni abbiamo avuto risultati straordinari dall’export, sia in quantità sia in qualità e innovazione. Negli ultimi due anni però la nostra corsa è rallentata. Dobbiamo riprenderla come prima per mantenere quel ruolo di primo piano nelle Scienze della Vita a fronte di competitor esteri forti e determinati.
Per questo è necessaria una strategia complessiva del Paese per comporre in un quadro coerente politiche per la salute e l’accesso alle cure, per il rafforzamento dell’economia e per la creazione di lavoro.
Bisogna rimuovere gli ostacoli alla competitività e adottare una nuova governance con finanziamenti e regole adeguate per l’accesso alle cure. E misure a sostegno degli investimenti per realizzare – con azioni concrete – le condizioni strutturali per la crescita del settore. Solo così potremo permettere alle imprese del farmaco presenti nel Paese di investire ulteriori 4,7 miliardi in tre anni, con la prospettiva di creare oltre 8.000 nuovi posti di lavoro. E misure come quelle sul patent linkage, che minaccia la tutela brevettuale, e sul patent box, invece, vanno in direzione contraria e mettono a rischio la crescita. Il PNRR e le riflessioni su una nuova politica di bilancio in Europa possono permettere oggi di accelerare e mettere in cantiere misure per la crescita”.
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15 Novembre 2021
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