Mandelli (Fofi): “La cronicità resta un’emergenza non adeguatamente affrontata”
“Nel rapporto ritroviamo molte delle criticità che anche la nostra professione sta denunciando da tempo: un’insufficiente integrazione tra ospedale e territorio, che impedisce una reale presa in carico del cittadino tale da rispondere a tutto lo spettro delle sue necessità. Il tema delle liste di attesa, che potrebbe essere risolto se si mobilitassero le risorse esterne all’ospedale in modo da rispondere alle richieste che oggi vanno a sovraccaricare le strutture di secondo livello. E quanto all’assistenza farmaceutica mi sembra evidente che molte difficoltà provengano dall’assenza dei farmaci innovativi nella distribuzione territoriale e dalla possibilità di prescrizione da parte del medico di medicina generale”.
Vi sono poi alcuni aspetti generali che rischiano di minare il principio stesso del Servizio sanitario universalistico: “Anche questo rapporto evidenzia una forte disparità tra le Regioni nell’accesso all’assistenza, così come è evidente che resta ancora largamente in bianco il capitolo della prevenzione, sia quella che parte da un’opera incisiva di educazione sanitaria sia quella che mira a impedire l’aggravarsi e il complicarsi di condizioni croniche. Emerge, infine, il ritratto di una sanità in cui circola ancora molta carta e, di conseguenza, si muovono le persone e non le informazioni. Certamente molto dipende dall’insufficiente finanziamento del Fondo sanitario – conclude Mandelli – ma anche da uno scarso coordinamento tra i provvedimenti che devono rendere effettivamente fruibili le prestazioni previste dai Lea, che rischiano sempre più spesso di restare solo affermazioni di principio”.
29 Maggio 2018
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